Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO
anno <1930>   pagina <764>
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764 GiovatMi Cancmzzi
gli avvenimenti al ritorno del Duca, che i più pratici sentivano non lontano. La gioventù, con la inconsideratezza leggera che le è propria, spesso si abbandonava a scene disgustose sulle pubbliche vie, contro le persone che erano note come legittimiste o sanfediste, anche se degne e meritevoli di rispetto ; sebbene in minori proporzioni, si rin­novavano cpntro la quiete cittadina gli eccessi dei primi anni del dominio francese in Modena.
Non sfuggì alle incomposte dimostrazioni ostili mi uomo dab­bene e di sapere, il sacerdote Giuseppe Bara Idi die in Modena rap-presentava la continuazione della passione bibliografica del grande Lodovico Antonio Muratori e di Girolamo TiraboseM* < die', djiri--:geva. con lodevole impegno una delle pubblicazioni primordiali e più insigni della stampa periodica italiana : le Memorie di religione, di morale e dì lcttGixLtwra(),
La sera, del 23 febbraio si ebbero delle dimostrazioni esaltate a favore del Governo provvisorio, che forse le veva provocate con pubblicazioni inopportune, non bene ponderate., li dimostranti si re­carono sotto le finestre dell'Episcopio, costringendo il Vescovo ad affacciarsi; Si chiedeva che egli interponesse i suoi unici per .la li­berazione di Ciro Menotti: che destituisse da Arciprete del Duomo il Bara Idi. elle veniva designai!. come un sanfedista irrid ti nini e: che i preti dovessero essere tutti "ossequienti al nuovo Governo e che tutti fossero tenuta a portare la coccarda. Il Vescovo Monsignor Caletti, sorpreso e amareggiato, rispose che egli era già intervenuto in favore di Ciro Menotti, ma senza risultato, e elle in quanto al Ba­ra-Idi veniva a torto giudicato un sanfedista, mentre era persona pia e per ogni verso stimabile per moderazione e prudenza. TI Ve­scovo in realtà si era interessato per il Menotti, trasmettendo una supplica al Duca della quale erano stati latori il tenente colonnello Leonida Palazzoni*"e il Conte Antonio Maineri, ciambellani di Corte, Inviati dal Governo provvisorio a Mantova, per implorare la libera­zione del Menotti. Il medesimo Monsignor Caletti pubblicava senza indugio una pastorale di raccomandazione particolare per i sacerdoti, perchè non s'immischiassero nelle cose politiche e si attenessero* solo ai doveri spirituali, secondo le sentenze evangeliche di Cristo
Nella stessa sera del 28 un gruppo di giovani scalmanati, forse l medesimi di cui ho -detto, inscenarono un'altra dimostrazione sotto
n.) Sol -Baralo!, nato in Modena nel 1778 e mortovi nel 1882, cfr. 8. T?A* enrKt in Tomo ?/> elette oltiifce Mt'innrk, Modena. 1884.