Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO
anno <1930>   pagina <767>
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II vecchio Borelli, di cui già dissi in un'altra mia breve nota come e quando venisse a stabilirsi in Modena nella seconda metà del '700, non avrebbe inai pensato che prima di uscire di? vita -avrebbe dovuto sapere morto violentemente per delitti non commessi il suo prediletto e infelice primogenito e morto in esilio per i fatti del 1821 l'altro figlio, Giuseppe, vaiente medico, vittima nobile e .generosa del dovere e dell'abnegazione nel? assistere i colerosi in Lione. Vincenzo e Giuseppe Borelli, l'uno e l'altro spiriti elettissimi che attendono ricordo degno dai Modenesi e che l'avranno, impegno la parola per i miei concittadini, in occasione del primo centenario della rivoluzione del 1831, in una lapide da murarsi come già proposi, sulla casa che essi possedettero in Modena, angolo Piazza Grande jg Via Oastellaro (lì.
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Se il ricordo fatto del Borelli empie l'animo di tristezza, un Altro che riguarda il Menotti lo intenerisce.
Di ritorno da Mantova il 23 aprile 1831 alle ore 11 e 3/ del mattino, Ciro Menotti veniva tradotto all'ergastolo di Modena, sic-coine il Capo custode Boselli comunicava all'avvocato Pier Ercole Zerbini, commissario fiscale della Commissione militare che doveva giudicarlo. Lo stesso Boselli informava che il Menotti indossava "un vestito di lana bleu con gilet di seta nera, e che aveva seco di­verse cos.e- e tra le altre due camicie di cotone, una scatola da tabacco con coperchio di rame, rappresentante Napoleone a S. Elena ; tre lettere non suggellate, scritte daJEJiro e dirette,- due alla moglie ed una al padre; un orologio d'OgOy un calendario del 1831, una gram­matica tedesca, carte e libri pure'in tedesco e una certa polverina bianco-gialla. Questa polverina che si disse fosse una sostanza con cui il Menotti avrebbe tentato di avvelenarsi (siccome accennai) (2) fu analizzata il 6 inaggio per ordine del Tribunale dai periti prof. Bartolomeo Barani dell'università Giuseppe Zoboli, chimico-far­macista, 1 quali erano spesso chiamati a dare il loro parere su mal­terie venefiche, così come si ricorreva per l'esame della scrittura ai periti calligrafi dottv Antonio Setti, dott, Antonio Pisani, dott. Er­menegildo Malagoli, e per quello delle armi aglì,armaidli Domenico Mattioli, Antonio Appaniti e Benedetto Anderlini.
ri) Ck GTAKBVAZJSJ; ; oy. clt. (2) Id. ld.: op. clt.