Rassegna storica del Risorgimento

MENOTTI CIRO
anno <1930>   pagina <774>
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774 Giovanni Qanevaassi
Menotti, ruoti.i che sì riteneva come un sogno convenzionale di pro­vocazione.
Il Podestà rispose, che assunte tutte le informazioni possibili era risultato che non SGConèifinì, ma il commodo il caldo, il capric­cio solo avevano consigliata l'usanza, e che, eccetto ipochi, <1?0. éhe la praticavano non erano individui pregiudicati in linea jpoliìica. Il Podestà anzi univa un elenco nominativo degli uni e degli altri e fra i pochi pregiudicati notava l>on Luigi Pio di Savoia, cognato di Ciro Menotti, poiché marito della ben nota sorella di lui, Vir­ginia (1).
Fosse in seguito alla informazione del Podestà o per altra pre­tesa colpa fatto è che il Pio nell'ottobre era detenuto nelle carceri politiche, dove subì un interrogatorio dai quale si desumono alcuni dati che così si possono riassumere.
Don Luigi Pio di Savoia del fu Alberto, nata! domiciliato in Carpi, di anni 40, deponeva che nel maggio 1831, in occasione che lo suocero Giuseppe Menotti era a Marsiglia,, là moglie propria, Vir­ginia, veniva nominata mandataria generale, insieme con Angelo Sommarini, agente dei Menotti, per tutti gli affari della Casa e che perciò si era reso necessario che Virginia si recasse a Bologna, per trattare diversi affari di commercio col sig. Mazzanti, rappre­sentante la casa Cairati di Milano. Munita di regolare passaporto erasi recata infatti a Bologna, dove giaceva tutt'ora ammalata, per­chè partita da Carpi la stessa mattina del 26 maggio in cui era stato giustiziato il fratello Ciro, avendo conosciuta la notizia dell'esecu­zione per istrada, appena giunta al Ponte Alto, era stata presa da convulsioni tra. Bomporto e , Giovanni in Persiceto. Arrivata a Bo­logna in uno stato compassionevole, vi versava tuttavia, lasciando dubitare ente potesse andare per consuminone, malattia cui tendevano quelli della famiglia. TI Pio, informato della cosa, aveva potuto munirsi di un passaporto e recarsi subito dalla moglie che aveva col­locata presso una famiglia per bene. Tornato a Carpuera stato a Bologna quattro volte ancora e solo per provvedere del necessario la consorte e particolarmente per portarle effetti di biancheria e di ve­stiario, giacché la città di Bologna, diceva l'interrogato, è per me antipaticissima dopo le ultime vicende, essendo luogo che non pre­senta sicurezza né pubblica, né privata . L'ultima volta che il Pio
;); Qtp. .'<*., iÀ?revAzzi : Un modenese epitlfo <tel "il (Cesare Rosa. - Modena, 1910.