Rassegna storica del Risorgimento
MENOTTI CIRO
anno
<
1930
>
pagina
<
775
>
Mot*' menotUane Tf
era tato a Bologna aveva smarrito il passaporto e slava anzi scrìvendo una supplica per averne un altro, quando dal tenente Mnzzioli era stato tratto iu arresto per ordine superiore il IO ottobre, senza crhe ne sapesse la motiva/Jone. Terminava: Io ho agito sempreregor tormente e rispondo delie mie azioni, vero che durante la rivoluzione la Comunità di Gaijni volle nominarmi Comandante Ja Guardia Nazionale, ma pw mantenere l'ordine e la tranquillità in paese .
Ritengo rlie la concomitanza dell'usarsi in Carpi i famosi cappellini rossi <G1 frequente recarsi di Iaiigi Pio a Bologna richiamassero infondati sospetti sull'azione politica di lui e che venisse perciò arrestato e trattenuto per iiriv tempo*
f
*
Nel 1801 si stabiliva in Modena, proveniente da Finale Emilia, la famiglia di Antonio Sadoletti o Sadoleti ; il trasferimento fu presumibilmente provocato dal fatto che il fratello di Antonio. Gioacchino, era sacerdote in Modena, dove fu poi Rettore di S. Giorgio in 8. Jfrancesco. Gaspare, tìglio di Antonio, aveva circa 17 anni all'epoca della venuta d:dla famiglia in Modena, poiché era nato il 23 novembre 1792. Studente delle Scuole di mezzo, come si diceva, fu compagno di scuola di Ciro Menotti e con lui poi sempre in amichevole relazione. A 19 anni il Sadoletti fu chiamato alla leva e prestò servizio n<-i Qacciaìtori Imperiali ; fece le campagne dell'Illiria nel 181 e quale aiutante sott'ufficiale quelle de iranno seguente nelle truppe del 1 Regno Italico. Con la restaurazione, nel 1815* entrò volontario nelle milizie della Duchessa li Tarma, nelle* quali raggiunse il grado di sottotenente nel dicembre del 1823.
Pochi giorni avanti che scoppiasse la rivoluzione del ISSI, Ciro Menotti batteva le campagne della regione, per abboccarsi coi liberali sui quali soleva contare* Si incontrò con l'amico Sadoletti nell'Osteria del Portone, presso Earma. Per questo f atto e per essersi mostrato in qualche modo esaltato delle nuove massime rivoluzionarie, e iper non avere seguito le fetóse della Duchessa a Piacenza, venne dimesso ed espulso dai Ducati.' Si diresse a Bologna ed essendo anche quella citta iU subbuglio proseguì per Livorno, donde s'imbarcò per Marsiglia. Rientrato Tanno appresso in Italia, perchè desideroso di tornare al servizio della Duchessa* il 27 maggio 1832 venne arrestato in Castelnuovo Monti, per irregolarità delle sue carte personali. Sottoposto a stringente interrogatorio dalla Polizia, egli