Rassegna storica del Risorgimento

MAZZINI GIUSEPPE
anno <1930>   pagina <779>
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Il tentato rapimento di Giuseppe Mazzini
I giornali italiani e stranieri si sono recentemente occupati del-Vangare Kutepori?, e la opinione pubblica si è commossa per la miste­riosa scomparsa del Generale russo, capo delle forze bianche disperse per il mondo, rapito in piena Parigi dagli agenti della O.'P. TJ., la terribile organizzazione poliziesca dei Soviets che ha riabilitato, con le sue gesta, il ricordo della Okhrana imperiale di infausta memoria.
Tali eventi, richiamano al pensiero un episodio non molto noto della vita turbinosa e inquieta di Giuseppe Mazzini, che non è privo di interesse per i cultori di storia e che è tuttavia ancora un poco avvolto nel mistero, in attesa che si aprano alle indagini degli stu­diosi alcuni dos8ters di documenti tuttora segreti o insplorati negli archivi di stato.
Nel 1849, dopo i fatti gloriosi e sfortunati di Roma, il triumviro della Repubblica si era rifugiato nella Svizzera, in attesa di eventi propizi per nuovi tentativi, incessantemente preparati dalFostina­tissimo Esule.
II governo Piemontese non mancava di preoccuparsi della vici­nanza alla frontiera di un cosi attivo elemento di perturbazione, tanto più in un momento delicato come quello che era succeduto ai luttuosi giorni di Novara.
Onde come nei tempi della spedizione di Savoia erano rei­terate le pressioni sul Governo Federale per ottenere l'espulsione dell'agitatore dal territorio Svizzero, e a tal fine, si adoperava l'in­caricato di affari sardo a Berna, signor De Barrai, il quale, fin dal dicembre del '49 aveva anche presentato una nota scritta poscia pubblicata sulla Concordia del 22.marzo 1850 e non smentita dal governo piemontese.