Rassegna storica del Risorgimento

VENTURA GIOACCHINO ; GIOBERTI VINCENZO
anno <1930>   pagina <788>
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788 Bugnéo Mlfàfat
siccome io nulla feyo, e nulla sfleria, pel vero igfto con cui da 80 anni ho* servito la Chiesa, cosi Le confesso elle non mi Importerebbe nulla li questa disgrada, se essa non mi privasse di fare aletta -bene aeirfritta-esse- della reli­gione e dei popolo. Ma Dio cosi ha disposto.
il consiglio che le- ho dato twirfciva da vero, e sincero sentimento d'amicizia é tutto quello che Mia ha scritto in contrarlo non ha potuto persuadernal iche fosse comprométtente e degradante per Lei il segpMov IO non ho: scrìtto sotto-' la dentatura dei Gesuiti, ma sotto l'ispirazione della amicizia la pia sincera e del più: sincero zelo per la sua reputazione e quiete. Mi pare che un Sacerdote Cattolico non avrebbe nulla perduto a dire : Molti, con intenzioni varie mi attaccano per alcune dottrine'o espressioni del mio libro, che tacciano anche di eresia. To mi credo tanto e piti itìattolìco de' miei avversari. *3hx sarà fra noi il giudice? La ;0h3esa. io dunque dichiaro di sottomettere lutti i miat scritti al giudizio dèlia Chiesa, al gran Pontefice che la governa, prontissimo a ritrattare, a spiegare, a correggere tutto ciò che nei miei scritti M. Papa mi farà indicare come e-mirrarlo alle dotÉriné Cattoliche, ecc.t ed intanto protesto che non rispondo a ciò che si possa o si voglia dire contro 1 miei libri, le mie
dottrine, le mie opinioni, étc Le replico che una simile .dìchiaratOM'e- fatta
eolla sua solita magia di scriverei sarebbe più trionfante contro i suol nemici, che tutta i libri di apologia che Mia potrebbe scrivere. Questa mia opinione io la divido con. tutti l suoi veri amici di Roma.
Sila non ne è persuasa. Pazienza. Ma lo non ristarò mai dallo scriverle net medesimo senso e dal pregarla istantemente ft-più non occuparsi dei 'Gesuiti. Nella posizione in-'cui io mi trovo, mi pare die la mia opinione dovrebbe essere di qualche peso. - Io iremo al sol pensiero ch'Ella a forza, di scrìvere e riscri­vere, possa come accade, dare ai suoi nemici occasione di menare trionfo. E-poi si perda tutto, ma non la fede. In quanto poi u ciò che Mia dice che Io possa attaccarla sappia che quand'anche Élla avesse la disgrazia di uscire dalla Chiesa e di cadere Come il Laraehhnis, io terrei la stessa condotta che-ho temilo con quel, celebre scrittore (2), .non' essendo nel mio carattere di gettare pietre sopra la testa di chi è caduto. Molto meno adunque scriverò-mai sillaba contro di un austero Cattolico! W non amo le controversie per­sonali. Si ricordi che Vhó pure pregata di lasciare stare Rosmini. Vorrei che quelli che hanno talento e godono riputazione, si unissero a rianimare la fede pressoché esiliata In Italia, lasciando stare le risse personali. 'e dipen­desse da me farei subito quattro Cardinali cioè: Qìtiborti, Rosmini. bniìiJmi'-
(2) Hnl riguardo si veda H libro del Cnltrew, bàlia- vita n delle opere tini lw. P. W, wmfàtMYili, VhMM'm,. Palermo. 1877, e quello di Anna Cristofoli* li jionnUtro *vltffio*o M 'èfioixéfàm fhumm. 'Milano,. m