Rassegna storica del Risorgimento
1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno
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1930
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pagina
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19
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XI cól. - fiacchi assunse la presidenza della seduta e diede subito inizio allo svolgimento dei lavori dando la parola al Segretario Generale gr. uff. Eugenio Casanova, il quale tra l'attenzione dei presenti lesse la seguente relazione.
Egregi Consoci,
jlla chiusura dell'esercizio precèdente la nostra Società annoverava 2100 soci. Oggi raggiunge il numero di 2200. Esaminando superficialmente quelle cifre, si dovrebbe concludere che l'aumento degli iscritti durante l'anno non fosse stato che appena di un cen-riuaiq,: risultato pietoso di tutta la nostra propaganda, di tutto il nostrof.i fervore 1 Ma all'occhio di chi voglia addentrarsi nel movimento del nostro ruolo le cose appaiono alquanto diverse: in parte soddisfacenti, in parte non del tutto confortanti. Accanto all'attività, degna d'encomio di alcuni Comitati e specialmente di quelli lombardo, piemontese, romano ecc. che dal 1927 procacciarono alla Società ben 727 soci nuovi, stanno l'indolenza di parecchi altri Comitati, l'incoscienza di molti soci, e pur troppo le falcidie della morte. Sicché, se da un lato, quella tale indolenza ha spinto quei consoci a non curarsi di attrarre al nòstro ideale nuovi aderenti, dall'altro quell'incoscienza ha reso centinaia d'iscritti morosi per più di un anno, non solo, ma approfittanti della longanimità della Società a tal segno da impossessarsi dei fascicoli della Eassegna senza pagarli e, peggio ancora, senza restituirli. Come un tale procedere si concilii colle leggi dell'onestà, codesta Assemblea giudicherà. Il Consiglio Centrale si ritenne in dovere di procurare il ricupero del massimo numero possibile di quei fascicoli, anche colla minaccia di procedimento giudiziaiio>, e di cancellare dal ruolo ben 372 iscritti morosi 0 defunti. Tutto ciò, però, ha ridotto d'assai l'aumento effettivo del numero dei soci e procurato un notevole danno alla Società poiché delle 6100 lire di quote arretrate non si sono potute ricuperare che lire 305 convTina differenza in meno di lire 5795.
Una tale condizione di cose'efrnduce 1 a federe all'Assemblea che imponga ai singoli Comitati l'obbligo di denunziare immediatamente al Consiglio Centrale i morosi ; affinchè, oltre al danno della perdita della modestissima quòta sociale, non succeda quella,