Rassegna storica del Risorgimento

1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <31>
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XVII Congresso SÒÙÌU M Mpoiì 3*
opere di argomento militare, e Ufficiale dell'Esercito italiano. Fa soprattutto importante la missione del ricozzi comandata dal Maz-zini a Bologna pei* l'infelice moto del febbraio 1853. Per dieci anni fu in esilio nella Svizzera ; e sulla scorta di un carteggio inedito sa­rebbe possibile ricostruire il dramma politico-morale, durato oltre quattro mesi (dal marzo al luglio 1853) fra alternative e persecuzio­ni inflitte dal Governo svizzero ai nostri emigrati.
La signorina professoressa Francesca Falaschi parlò del conte
ing. Frorenzi Francesco di Osimo, professionista valoroso, imme-
ritamente dimenticato, mettendone in rilievo particolarmente la BUA
tlMfca politica, servendosi di carte e documenti esistenti presso gli
eredi del benemerito patriota.
Il prof. Francesco Landogna, mettendo a profitto una lettera inedita del Mazzini e altri documenti, delineò il pensiero politico di Giuseppe Mazzini dopo il '70 ben diverso da quello presentato dai suoi olografi, concludendo che vecchio, stanco e vicino alla tomba il Mazzini, nel 1870, vedeva ancora tutte le forze nazionali convergere per l'attuazione della sua grande idea : l'Italia una e repubblicana.
1 proff. Tullio da Oonsalvatico. O. Mauro Inguanez e la signo­rina Maria Rosaria Zezon, non potendo personalmente intervenire alla adunata( inviarono i loro manoscritti alla Segreteria del Con. gresso.
L'on. Alceo Speranza rappresentante del Comitato Marchigia­no chiese la parola e lesse il seguente discorso :
Eccellenze, Signore, Signori:
Paolo Boselli, il glorioso e venerando maestro nostro, l'artefice superstite dell'unita della Patria ci ha detto, nel suo messaggio, che nella visione del patriottismo napoletano ognuno di noi deve sen­tire di chiuder bene la propria giornata. Egli allude alla storica giornata, della sua vita, cioè alla idolatrata vecchiezza sua che lo tiene lontano, e per la quale gli inviamo voti infiniti onde sia anco­ra a lungo conservato all'affetto degli italiani. Ma noi, qui, chiudia­mo la seduta in quest'ultima ora dell'anniversario rendendo omag­gio, nella solennità del riuscitissimo Congresso, alla data del plebi­scito, al 21 ottobre 1860. E' doveroso il farlo dopo che il valoroso no­stro presidente ci ha indicato, come preciso compito nostro, durante