Rassegna storica del Risorgimento

1806-1814 ; VENEZIA-GIULIA ; NAPOLEONE I ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <35>
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jjggffefè. del MG Il beratorej volle eternato nei bronzo e- nel marmo lJ'i;jte.od!iò storico svoltosi entro le modeste sue mura, nove giorni prima della data odierna.
Ricordiamo di YO!
il1 ùro eroe, che rinnovò e rese pia fulgide, nella storia della gesta umane le glorie, del gentil sangue latino, era, dopo l'epopea si­ciliana, appatsx): Questa Napoli luminosa in sembianze d'arcange­lo, alla cui vista cadon le porte e tfiatusiasmaÉfr 'I: <wM i;: ma pur doveva fronteggiare con le' sue camicie rosse un ben munito esercì-ito. djjL 30 mila borbonici, che dalle fortezze di Capua e Gaeta oppone­vano le penultime resistenze e non disperavano di poter soffocare nel sangue, come le precedenti, la magica rivoluzione, e perciò egli stava lontano, nelle veglie dell'armi; mentre quello che fu detto il Consiglio privato del Dittatore, ispirandosi alla politica di Mazzi­ni mejéya remore e inciampi alla politica del Conte di Gavo' al cui genio diplomatico, tra i più grandi e i più lucidi che la storia ricordi, opponeva (doloroso e fatale contrasto) il genio irrompente, vittorioso nelle battaglie e fascinatore sul popolo, Garibaldi. E i Napoletani fremevano impazienti di esprimere il vivo desiderio del­la, unione immediata alla nazione col plebiscito, che veniva ritardato e ostacolato ; mentre qua e là., anche dalla provincia appena liberato, apparivano come bolle alla superfìcie sintomi e segni di demagogia anarchica.
Il gran Ministro intuì il pericolo che la causa sacra della: :'Vm-tà potesse essere compromessa dal tumultuare delle passioni e delle generose impazienze, su cui fondava sue estreme speranze l'ultimo dei Borboni, e da cui le potenze avverse traevan pretesto a scalzare il principio del non intervento ; l'Austria specialmente, che riadden­sava gli eserciti al nuovo mal sicuro confine.
Perciò Cavour non si faceva ripetere il consiglio che egli stesso aveva abilmente provocato dall'Imperatore dei francesi: fate pre­sto!... D'onde la .spedizione nelle Mai'Che e, il .successivo passaggio del Tronto.
Vittorio Emanuele II cui il poeta marchegiano dell'Inno a-ve-va liberamente ammonito: ... Fin che Venezia e Roma portan l'i­niqua soma, non sei d'Italia il Re :
Vittorio Emanuele II, che nel memorabile manifesto di Ancona aveva detto : Ho proclamato l'Italia degli Italiani e non permét­terò mai che l'Italia diventi il nido di sette cosmopolite che vi si rac-