Rassegna storica del Risorgimento

1806-1815 ; NAPOLI ; FRANCIA
anno <1930>   pagina <57>
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panire-fi-condurre, con Lo i ruppe- uafjMeteiaitN la guerra r nutro la Francia. Conindvano nspettivanlente ai Russi, agli Inglesi, ai lvpoletaiii. ii generali Lascy, Wt ;é I>amas. mentre il prìncipe Assia Pliilipatadt assumeva la difesa della piazza di Gaeta, tìi veni­vano .concentrando g Migìo-Russi nei dintorni di Teaaio ed i regi sulla frontiera dell'Abruzzo, col proposito di marciare verso la vallata padana: piando i loro piani venivano prontamentesconvolti dalla radiosa vittoria di Atiatrlit'/ (2 dicembre 1805). cui poolii giorni dopo seguiva la pace di Presbui'go. Si aUVettavano -allora Russi ed Inglesi a rimbarcarsi, pei* ritornare alle loro basiìSd il governo di Napoli rimaneva solo esposto alla vendetta déllMniperià'tore, che tìpl suo proclama del l .djeenibre. pj- da Selionbninn stalnM>! che- f Borboni cessassero di regnare ed ordinava-al maresciallo
(2), fieUttua (Uà Napolepiiie ('27 dicembre: 180
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ntn dieci anni io tutto p5! fatto per serbare il re Hi NappU. egli Mtfo ha fatto per perdersi. Dopo le battaglie di Dego, dì- 34ondovi. 13' IJOCÌIL egli non poteva opporrai che debolissima resistenza: lo, eoa fidando.! ne il" sue promesse, gli fui generoso.
tua seconda confederazione contro la Francda fu rotta ia Mareagoil re di Napoli, che prima! :.aWea". mussa afilla, ingiusta guerra, rimasto senza alleati e senza difese, abbandonato nei uafet:dl LuiieAlimi si ratteòìtìanilò benché nemieo. ed) lo gli perdonai bi secondatila.
<* Son pochi mesi appena> stando voi; ;alle- porte-dì Napoli. io che sospettava nuovi tradimenti di quella Cotìfé pattai peveni3at vendicando gli sniiichi;; m fui generoso, riconobbi la neutralità,<<M Napoli: v'imposi di sgombrare quel regno, e per la terza volta la casa dei Borboni fu-confermata atti trono e salvata.
Perdoneremo la quarta volta v Confideremo di nuovo in una corte séìMU fede. senzM onore, senza wmio N'ó. no4 M 3tttii di. iapli ba'cess:il" clS .regnai? la stut esistenza è incoinpatibiJle ledi dppso ;d]i 'ISmiopa e con l'onore della mia corona,
asoldati, marciate, subissate ne' fluttlv se avranno Tan'mo di attendervi, i. deboli battaglioni d intimi dei mari. Dimostrate al mondo In quai; ;tìiad<>< no! puniamo le spergiurate! fedi. Alfrefcmevl aW lavvisarini che tutta l'Italia e governata da leggi mie, o dei miei collegati * clic il paese più bello della terra àjfla libero dal giogo lui postogli dai piti perfidi degli uomini; che la santità dei trattati, <*? vendicata e mn ntìottt le ombre dei valorosi miei soldat i, reduci dall'Egitto, scampati dai pericoli del mare, mètemM, delle battaglie, bacidftti empiamente ne* porùi della Sicilia.
Soldati, mio teitelilo fe con voi, depositario de' miei pensieri e della mia autorità: io Udo in lui. fidatevi wAm,