Rassegna storica del Risorgimento

"AUSONIO"; BIXIO ALESSANDRO ; TRIVULZIO DI BELGIOIOSO CRISTINA ;
anno <1930>   pagina <73>
immagine non disponibile

XT// PongwsmfèoàMitM ttàyM 73
a Tolentino il 3. maggio, minacciata direnameute la sna capitale dagli Jngìetìi. doveva cedere al destro fc mentre i suol delegati con-clndevano la convenzione di Cksataza, pei* effetto: delia quale gli Austriaci occnpavano Napoli ed i Borboni risalivano sul trono; l'antico condottiero della cavalleria napoleonica se ne andava fng-giasco, prima in Francia, dove Piniperatore iion l'iavWa voluto seco nell'ultima campagna e poi in Corsica, dalla quale isola si sarebbe nel successivo autunno avviato a quella inutile e" drammatica ricon­quista del trono, pagata con la vita.
Così, per effetto del trattato di Gasalanza, finiva in Napoli il decennio francese tanto diversamente valutato, i Borbonici lo depre­carono, gli avversari lo esaltarono, sino ad organizzare in seguito un partito murattiano che parve per un momento potesse avere qualche vaga probabilità di successo.
*
I/ambiente delle due Sicilie, messo in contatto con la evoluzione francese prima ;è con l'Impero napoleonico poi, aveva subito un terribile crollo, simile a terremoto ; da quelle rovine era sorta una società nuova, nella quale molti abusi, molti vieti sistemi feudali erano spariti, nella quale sitano migliorati il costume, l'istruzione, la finanza, contenuto il clero nelle proprie funzioni, umanizzata la giustizia, attivate le industrie ed i commerci. Ma, soprattutto, quella società nuova aveva un esercito ed una marina proprie cÉfe valorosamente si-èrano battuti, sia pure per causa altrui ; aveva una fìsonomia nazionale, per quanto sottomessa a principe straniero, contingenza per il pacato sconosciuta.
Anche il regime francese aveva avuto la sua parte di miserie, di colpe, di errori e ;di oiénri; ma la somma di tanti mali era indubbiamente SMèriore a quella del precedente e poi rinnovato governo borbonico, che anzi i pregi del primo vennero più che mai apprezzati attraverso i confronti.
Non certo dei benefici avuti noi dobbiamo alcuna gratitudine ai Francesi di quél tempo, che se del bene ci fecero, esso fu involontario, da noi raccolto, non. da essi concesso ; ma non è meno vero che tra quelli stranieri, il dominio napoleonico fu per noi il meno triste e sotto di esso, sia nel nord che nel sud della penisola, attraverso idee, pentimenti, passioni diverse venne costituendosi quella coscienza