Rassegna storica del Risorgimento

TIMAVO
anno <1930>   pagina <84>
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84 XVII Congresso Sociale di Napoli
Consoli e patrizi, imperatori e matrone superbe, cercarono ivi l'acque termali benefiche, sgorganti per la salute e lo svago. Le molte lapidi dedicate alla dea Speranza , attestano le guarigioni otte­nute. Numerosi erano gli accorrenti verso Aquileia ; detta Roma seconda ; e in tale modo si moltiplicavano pure i rapporti con Ter­geste, Ègida (Capodistria), Piranum, Iietas lolla (Pola), e le mae­stose strade consolari vi conducevano I traffici dai paesi oltralpini alla accennata Caput Itatfae * ed indi all' Urbe. per eccellenza.
Perciò anche la SÌÌ1 naitìm; , all' Aquae gradate della zona industriale aquileiese, divenne un emporio di approdi e di ac­centramenti di popoli di ogni provenienza.
Tutt'intorno verdeggiavano i Predi delle famiglie più illustri;; solcati da canali alimentati dall' Assontius (Isonzo) e da altri fiumi affluenti; perciò aumentavano le ricchezze e le costruzioni maestose rifulgevano ovunque.
I colli immediati erano guerniti di Vedette o Falconi per i segnali utili, e, dopo Giulio Cesare ed Ottaviano Augusto; i passi alpestri ebbero castra e valli murati , fino alle sacre Arac Postumie . Più tardi tutto fu danneggiato e poi restaurato durante le competizioni imperiali ; per essere infine infranti dai Barbari ; già in gran parte militi aggiunti nelle fiere Legioni romane.
È evidente essere stati molti ed importanti i fatti avvenuti in questa regione italica; dove gli aquileiesi si mostrarono tetragoni neli'ostacolare le tante invasioni alla fatale Porta d'Italia.
L'èsodo nell'estuario, fra Grado e Rialto, condusse su isolette povere il sentimento della coscienza romana; ed il seme genuino trovò la libera espansione sul mare dei futuri navigatori veneziani. Lo spirito d'indipendenza relativa vagolò dai rifugi lagunari; per svilupparsi alle coste adriatiche; perseverando ad esercitare l'idea delle istituzioni peculiari ; con influsso anche bizantino ; mentretsulla terra ferma s'imponevano le orde germaniche ; le quali però dovet­tero fermarsi, modificarsi e piegarsi gradatamente alle consuetudini latine.
Ecco il Diritto romano penetrare in ogni sminuzzamento fen­dale, e mercè le arti e l'agricoltura rifarsi una certa egemonia mo­rale; in mezzo alle lotte svariate ed ai privilegi imperiali; che diedero ansa ai grandi prelati per farsi potenti; appoggiandosi al popolo lavoratore. Cosi al confine geografico orientale si affidò la custodia ad un Patriarca; creandolo Principe, Marchese. Aquileia quindi dominava ancora fino ad oltre i fastìgi alpini ; ed a ciò i Siri teu-