Rassegna storica del Risorgimento

TIMAVO
anno <1930>   pagina <86>
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JET II QMQr-ento Sociale di Napoli
Ma l'ostinata cupidigia.arciducale s'aduggiavu sui possessi limi­trofi, e ne derivò 1 guerra lenta, 'detta degli Uscocchi o Gradiseana (1615); nella quale si rilevano le somiglianze delle operazioni belli-ckftim quelle del LOUjMLT.
Il Consiglio dei Dieci si era "riservata ogni disposizione a guar­dia del Timavo; poi la Repubblica oligarchica declinava j e logica fu la caduta al presentarsi del generale Bonapartaj che indi a Garapo-formio tradì le speranze venete.
Nel 1805 Napoleone pensò di strappare al Regno d'Italia Mon-falcone, Trieste e l'Istria; per costruirne un inesplicabile Illiri­co . Fu errore rimarcato dall'astutissimo suo ministro Talleyrand, che asserì : Urge respingere l'Austria al di là delle Alpi Giulie ; intuendo come tutta la zona predestinata dalla Natura dovesse essere unita definitivamente all'Italia. Ed ancora lo-storico triestino, aw. Domenico Rossetti, dichiarò: A nessuno è venuto; in cajpo. almeno dai tempi di Antenore a questa parte ; di trasportare fuori d'Italia il Timavo e quel paese che dalle sue sponde si estende al vertice delle Alpi .
A Trieste si accentrarono i propositi redentori della Venezia, Giulia; per reagire contro qualsiasi violazione o diminuzione dell'i­talianità congenita. "Cjìe trascuratili furono le abnegazioni, i tenta­tivi arditi, le abilita geniali e le dimostrazioni.; fra pen'ambascie e lotte indicibili ; orai esplicite* apertamente ed ora larvate ; pei' la rivendicazione nazionale di fronte all'Austria conculeatrice.
A nulla valse il di lei; Divide et impera il genio latino assorbì e tramutò anche gli elementi importati ; e ogni occasione fu opportuna pei- proclamare i diritti legittimi.
In armonia coi fratelli italici; uomini preclari e- co apprensioni popolari riaicceséro perennemente la consapevolezza propria ; soste­nuta anche col martirio di sé; pur di -tenere viva la tenzone santa fino al momento sognato dell'intervento della Madre latria.
Fidem feraiavit sanguine dice il divamparsi degli entusia­smi, di quanti Irredenti concorsero volontari sui campi dell'eroismo italiano, (irli olocausti dei GiuBi, attratti dalla voce della stirfe in­sopprimibile ; sentirono l'orgoglio comune e non contarono i caduti. Sulle asperiùè carsiche furono le guide avanzate ed irruenti; volendo le riconquiste ad ogni còsto,. La tormentosa arena della Terza Armata fu il loro agone primipatej condividendo le sorti dei reduci o meri­tando il riposo sacro sul colle di Itedipugliu.