Rassegna storica del Risorgimento
1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
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1930
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pagina
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148
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i4 XVlì Vana ressa OtovUilv di Hapoli
forza, sa rendere a sé e agli altri la giustizia a cui le leggi non provvedono; il masnadiero è trasformato in eroe... > Per estirpare tarmale, non occorreva Bolo la forza, bisognava provvedere alla istruzione, alla costruzione delle strade, delle ferrovie, alla imparziale annninistrazione della giustizia: Tali erano i rimedi indicati dal Massari. II Guerrazzi, nell'agosto, consigliava al suo amico siciliano : che era bene esercitare un indefesso apostolato e che oramai abbandonando le generali si venisse al concreto indicare i mali paratamente di tutta l'isola, ma in particolare di Girgenti e della sua provincia (30). Uno dei compiti più urgenti e difficili che il nuovo ministero voleva risolvere, era l'unificazione delle leggi del Regno, perciò impose l'obbligo della leva militare a tutti i cittadini dello Stato. Ciò determinò una resistenza alla legge in Sicilia, che non era abituata alla coscrizione militare-; il Mingbetti. vi mandò il Generale Govoni, con pieni poteri per ristabilire l'obbedienza. La repressione fu tanto violenta che alla riapertura della Camera, nel novembre, il deputato D'Oudes-Reggio presentò una interpellanza intorno alle atrocità dello stato d'assedio in Sicilia, sulla quale sr discusse nelle varie tornate dal 5 al 10 dicembre. Il D'Ondes-Reggio affermò che egli non voleva trattare di politica o di partiti nemici, ma semplicemente di giustizia e di umanità che erano state violate, perchè, non con la violenza, ma con mezzi miti, ed a poco a poco, vi sarebbero dovute introdurre le nuove istituzioni in paesi nuovi, ed abituare i Siciliani alle armi: Dapprincipio la leva era stata accettata, anche in Sicilia, senza molto disgusto, le cose si erano volte a male solo più tardi, quando, col pretesto che i renitenti erano in numero eccessivo, si era ricorso a misure eccezionali per ridurli hi dovere. Il Govoni, per difendersi, disse che era stato costrette a ricorrere ad energici provvedimenti perchè la Sicilia si trovava ani-ora in uno stadio di transizione tra la barbarie e la civiltiv. Tale affermazione suscitò vivaci proteste da parte dei deputati piciliani e soprattutto del Orispi, il quale disse di rispondere non come siciliano, ma come italiano, perchè il Govoni aveva offeso l'onore dell'Italia ; e nella tornata del 10 dicembre, accusò, come causa di tutti 1 mali, il Governo, che aveva calpestato gli interessi e la dignità della Sicilia disprezzando i patrioti di quel paese, ed aveva violato lo Statuto estendendo, in modo arbitrario, alla Sicilia, la legge che fra stata emanata solo per reprimere il brigantaggio: il rimedio.
(30) GEr.,: la lettera del 2-8-"63;