Rassegna storica del Risorgimento
1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
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1930
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XWll Qnyrosso Sociale di Napoli 149
concluse, non stava nei, mjbiistw, né nella Camera ma nel Ite. poiché la Camera rappresentava la tì.ace -Ugalmmte, ma non moralmente. Il Bertolami, invece, pur essenjdo siciliano, -approvò l'operato del. G;overno! eoi eoe espressioni di compiacimento ed elogio pei* i soldati del GovoM, <Ée eliiamò eredi dell'antico èieii6jj subalpino. Di tatto cM ' Guerrazzi era indignato, e perciò rinnnziò la deputazione, come fecero molti altri deputati della Sinistra, ed il lo dicembre sfese, tra l'altro, ad uno dei suoi amici di Girgenti: .... a questura vi saranno giunte nuove di quanto avvenne al Parlamento. I vostri compati'iotti, mi sembra, compissero il debito, solo Sperlinga negavit, il solo Bertolami sputò in faccia alla sua Patria, costui conobbi sempre pedante, e sofista: aggreppiato da molti anni alla mangiatoia piemontese non si può ormai più avere 'per italiano ; è marmittone. La Sicilia farà il suo debito contro costui... (31), ed il 29 dello stesso mese ... Sdegnosamente ho buttato via la deputazione. E' doloroso che i vostri Siciliani dopo quello che hanno detto abbiano sentito più a parole, e meno in fatti l'atroce offesa alla Sicilia, e alla Legge. Ora vanno mendicando pretesti per rimanere. Fu il vostro Orispi che in pieno parlamento disse non rappresentare più la Camera il paese moralmente né legalmente. Dunque che si spera 0 che si attende da un Collegio immorale, e illegale? Vogliono diventare maggioranza ; dove? Cieca gente e ingenerosa... (32).
Nel 1864 il Guerrazzi non prese parte al Parlamento, perchè nonostante che, a sua insaputa, gli amici lo avessero riproposto candidato per Casalmaggiore, non vi riuscì, ma Seguì con diffidenza lo svolgersi della politica ministeriale icÉe condusse- alla Convenzione di settembre per il trasferimento della Capitale da Torino, ed alla insurrezione di Torino al grido di Abbasso il Ministero!, .per la voce che s'era sparsa della cessione del Piemonte alla Francia. Quando .apprese le trattative tra Mazzini e Vittorio Emanuele per la liberazione di Venezia, (per cui sì voleva che Garibaldi fosse lasciato libero dì poter guidare i. volontari, scrìsse: ... Di quello che dicono i giornali mi passerò-: voglionmi far credere che nel mese futuro comincerà a svolgersi la tela con atti strepitosi ; ne lusingano altresì il Garibaldi. Io non ci credendo sto a vedere, però che forse mi potrei ingannare. La esperienza mi fa temere che fi irò via-ino
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SF3E 1 In letaern elei * dicentòre 1888. <m Ofitei la lettera del 20 flleeratae 186.