Rassegna storica del Risorgimento
1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno
<
1930
>
pagina
<
151
>
Xtl Oongresso Sociale di Napoli s
Tristizie <iwnni e gigantenchì libagli Gli ultimi calci far, gli ultimi ragli.
La gioventù eriga la zona di costanza e di virtù, e avanti, il tempo è per lei, gente nuova bisogna che si rovesci giù nell'agone : qualche altro colpo di scure e cade il maledetto albero di cui i rami sono tirannide civile, sacerdotale, padronale, bancarie e via discorrendo... (36).
jBJiel luglio dei 1867 il Guerrazzi fu eletto a Caltanisetta; rientrò nel Parlamento e vi rimase fino al 1870. ma spesso si astenne di partecipare alle discussioni, perchè, sempre adirato contro il Governo, e mosso da ambizione, giudicò variamente gli uomini del suo tempo, talora anche il suo partito. Il 19 giugno 1869 indirizzò a Mario Al-disio Sammito, in Terranova di Sicilia, una lettera nella quale diceva: Q tacere o fare: noi primi errammo non già nella religione delle- idee, bensì su quella dei fatti ; credemmo possibile lo empiastro del nuovo col vecchio, e per quanto era in noi sconciammo la ragione del futuro. Anco noi come la moglie di Lot ci voltammo indietro e fummo convertiti in una statua di sale. Il popolo sta chiuso, la gioventù prima forse riprese il lavoro eterno. Dio faccia non si -contaminiI 3?erchè ila corruzione è maremmana universale, ed ormai... ormai non vedo più in chi fidare. Deputati destri e sinistri méttete in un sacco, me per legacciolo, e buttate in mare; tutta gente morta da ventanni a questa parte... (37). Ed il Corriere italiano, pubblicandola, 1*11 luglio, osservava che: se in Italia non si fosse conosciutp quale cervello strambo e, nel tempo stesso, poderoso aveva il Guerrazzi, nessuno avrebbe creduto opera sua quella lettera Però, aggiungeva, non ci staremo dal dire apertamente che non istà bene, -specialmente ad un deputato (benché l'on. Guerrazzi non sia che deputato di nome, brillando egli ordinariamente alla Camera per la sua assenza), che non istà ostentare un così grande disprezzo per il Corpo Legislativo, il quale per quanti torti gli si possano rimproverare, ha tuttavia sempre diritto al rispetto di tutti... e concludeva ch'e se il Guerrazzi non era contento del modo con cui andava la politica, ed era scontentissimo della Camera, avrebbe dovuto prima di tutto dimettersi, poi scrivere contro jl.1 Parlamento, con maniere che riescono tanto ipiù persuasive,
(36) Cfr. : la lettera del 5 aprile w.
(87) Cfr. : II Camera, italiano. Il luglio 1868, n. 100, anno IV.