Rassegna storica del Risorgimento

1860-1869 ; GUERRAZZI FRANCESCO DOMENICO
anno <1930>   pagina <160>
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*6o XVII Congresso Sociale di Napoli
XV.
Livorno, 29-X-1863.
A quésta ora avrà avuto una mia. Auguro anno migliòre: e per<mfc ciò sia non ci vuole molto.
Sdegnosamente no buttato vìa la deputazione. E' doloroso che l vostri: Siciliani dopo quello che hanno detto abbuino sentito più a parole, e meno in fata L'atroce offesa alla Sicilia, e alla Legge. Óra vanno mendicando pre­testi per rimanere. -Pu il vòstro GrispI che in pieno parlamento disse non rappresentare più la Camera ili paese moralmente né legalmente.. Dunque che si spera o che si attende da un. Collegio immorale, e illegale? Vogliono; xliyentane maggioranza: dove? Cieca gente e ingenerosa. Addio.
XVI.
Livorno, 31 maggio 186
Dalle sue lettere mi si fa manifesto un dolore, che la travaglia, ma non sapendo quale, non mi riesce recarci le consolazioni, che pure desidererei: in genere non bisogna disperare inai,, e buono studio vince rea fortuna.
Di quello che dicono i Giornali mi passerò: voglionmi farmi credere che nel- mese futuro comincerà a svolgersi la tela con atti strepitosi; ne lusingano altresì il Garibaldi. Io non ci credendo sto a vedere, però che forse mi potrei ingannare. La esperienza mi fa temere che ci troviamo nel più brutto dei periodi periodo di transazione fra un edilizio che si disfa, e un altro di col non hanno ancora disignato la facciata. A buono intenditore brevi pa­role. Procuri stare sano e contento.
XVII.
Livorno. 5 aprile 1867. Big. R. Fattalo - Glrgentl.
Garibaldi è uomo di esperienza, e l'ha pagata cara: egli conosce 1 tempi e gli uomini: il torno deve accadere, e per molti segni sembra in avvenire non lontano, ma se la materia non ci si trova disposta si fa un buco nell'ac­qua e si sciupa la ragione dell'avvenire.;
Intorno a nomi taccio. 11 popolo veda e giudichi; se non vuole vedere peggio per lui. Blcasoll cadde: moria quel triste