Rassegna storica del Risorgimento

1870-1871 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1930>   pagina <170>
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1 7<> XV II Congressi Sociale di Napoli
per quando uon ci si vuole sentire, pia cerni meglio ricorrere difilato atto logica del bastone.
Avrei desiderato quindi, u con me lo desiderano non pochi e forse tutti, L'Ile alla pubblicazione del nuovo periodico, la di cui proficua .missione.è indi­scutibile, si fossero accoppiate, e con maggiore interesse, premure ed opero­sità per una seria organizzazione e direzione nel campo pratico, la di cui iniziativa non può essere presa d'altri con tanta probabilità di successo, ec­cettuatene la famiglia di Garibaldi, senza della quale, oggi segnatamente, non è mica possibile un. fatto serio in Italia. Essi soli pare che siano destinati a tradurre in atto le idee nostre,, e gittare le fondamenta di quel sistema, fuor del quale a nessuno è permesso di sperar salute.
I Gomitati, impiantati qua evia, fino ad un certo punto, furono e saranno sempre lettera morta e spesso dannosi; e saranno sempre tali fino a tanto non saranno animati nel tempo istesso da' due abili onnipossenti di Mazzini e Garibaldi. Voi lo sapete meglio che lo possa saperlo, ma non credo di far cosa mala se vi dico le cose quali sono e come si pensano qui dalla maggio­ranza, e specialmente da coloro che vogliono far davvero.
Spero che quanto prima riavremo con noi i carissimi amici Menotti e Ric-ciotti, e presto o tardi andrò a visitarli. E in questa occasione non mancherò di ripetere loro al mìo solito franche e libere parole. Essi e lo sanno più d'ogni altro - hanno contratto una grande responsabilità in faccia alla Storia.
Che ci pensino, e bene.
Impossibilitato di recarmi in Francia, trovai come procacciarmi di che vivere in questo ginnasiale commutativo in qualità di insegnante di lettere italiane e latine.
Vi bacio la destra con rispetto filiale e con eguale sentimento mi ripeto
a. F.
RISPOSTA DEL MAZZINI (3)
Fratello,
Non occorreva rispondere alla vostra illieo (41. Troppo gli Italiani ci danno tempo. Non scriverei la Roma del Popolo o altro, se potessi fare. Ma per lunghi mesi passati in Italia, esaurì l'anno scorso, prima di Gaeta, quanto uomo può perchè si facesse, e si poteva e non si volle. Tutti i punti
(8) L'originale di questa lettera fu donato ai Sig. Vittorio Dacci, R. Prov­veditore agli Studi, fra 11 e il 1880.
(4) II Foglia nelle sue Memorie che lo conservo inedite, ci dice che è dei novembre del 1871,