Rassegna storica del Risorgimento

1870-1871 ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1930>   pagina <171>
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XVli Congresso Sociale di Napoli 171
anelavano seguire: nessuno volerai Assumersi d'iniziare. Rimasi stupito e deluso nel vedere 1 teutennanienti de* più prodi tra i nostri, di iiuelTlstessi che si affaticavano ad avventurare inutilmente la vita In arancia.
Siamo pronti pur troppo a combattere per la grandezza altrui non per quella della patria Mostra. Oggi il malcontento generale limane, ina lo spirito di azione si è illanguidito.
L'occupazione di Roma urea In necessità di trasformarla e riconquistarla. a; noi. 01 questo lavoro mi OCCHIMI come posso. Pel restai ve lo confesso, h<>j fede al nostri destini-ie/ nelle circostanze ora Imprevednte ohe sorgeranno : poca negli nomini del partito.
Ogni zona d'Italia elle comlucerà e vincerà per pochi giorni, avr4 Italia; ma dov'è questa zona? Garibaldi unito con me risolverebbe il problema, ma qualunque ne sia la ragione, Garibaldi non Iniziera mai un moto repubblicano fai Italia, Menotti e Bicciotti, come dite, lo dovrebbero, ma lo faranno? Io non ho influenza con essi, chi l'ha l'usi per convincerli del' dovere che hanno, ma sulle basi seguenti, senza le quali non è possibile la riuscita:
Un moto di bande non varrebbe è necessario un moto di Città - - è ne­cessario che il moto sia di popolo in una zona nord, centro o sud d'Italia è necessario essere moralmente certi della vittoria nella zona scelta, pel tempo indispensabile a correre la nnova da un punto all'altro d'Italia. L'esercito che- combatterebbe le bande, davanti ad una insurrezione di popolo si smem­brerebbe: sto per questo mallevadore.
Grido esplicito: Repubblica, non dittatura. Un governo d'insurrezione composto di tre, cinque, sette Individui, come vorranno, e di sezione di lavoro sotto essi. Nulla che possa fare sospettare adesione a sistemi socialisti pre­dominanti. Nessuno può dubitare che la Rivoluzione debba essere fatta a prò del popolo che ha più bisogno di progredire; ma il come dovrà esc Ire dall'As­semblea che detterà il patto.
Ed è indispensabile che s'intendano con me. Sono vecchio, stanco, desi­deroso di ritirarmi da ogni vita pubblica, ma possiedo colle classi operaie e coli'esercito un'Influenza che non può trascurarsi senza pericolo. Tutte le forze nazionali dovrebbero convergere allo scopo.
Vi ho detto queste cose, probabilmente Inutili, perchè mi avete accennato 1 vostro possibile Incontro con essi. Addio per ora.
V.ro 0. M.
Vi è in questa lettera mazziniana tutto l'accoramento che il Grande Apostolo provò in Sicilia, prima del suo arresto e della pri­gionia di Gaeta, di fronte alla grande tiepidezza che notò anche fra