Rassegna storica del Risorgimento

1799 ; CLERO
anno <1930>   pagina <184>
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l84 StVtT tìongreaso Sociale Mi Napoli
del processo tra il vecchio e il nuovo, cercando M evitare disor­dini, afferrandosi alla sentenza di S., J*aolo 5 it vescovo di Ootrone si trovò fra l'incudine e il martello, fra 1 repubblicani che proposero ij Napoli la sua destituzione e il Ruffo che dubita di lui, sebbene,, conquistata Cotrone, subito lo assolvesse e lo confermasse in carica: quello di Cbieti, mons. Bassi, sotto gran pressioni e njiriaècie d'un Generale francese, e ad onta d'una continua resistenza passiva fece alcuni atti d'adesione al nuovo governo quello di pQzailOli, nionsi gnor Rosini, cantò il Te Denm, scrisse una pastorale, awii.se ia coc­carda tricolore: il tutto sotto intimidazioui e minaci:e quello di Moutemarano mons Ma(tì;ait, fu a capo della nuova municipalità, ma col solo scopo di evitare disordini, e appena potè, aiutò 3?insor­genza ; quello di Montepeioso, mons. Lupoli, dopo aver assistito per prudenza al collocamento dell'albero, veiìuto subito in urto coi re­pubblicani, tanto che da Napoli si ordinò il suo arresto, abbandonò la sua sede, riparò a Tricarico e quivi fece affiggere alla porta della abitazione : Mons. Vescovo non dà udienza se non péi> affaf t, coscienza o per bisogno de' poveri* H vescovo di S. Angelo e Bi-saeci, mons. Mcodemi, scrive sotto pressioni una pastorale in senso* repubblicano, ma ne riesce a. procrastinare e a mandare a monte la pubblicazione. H véscovo di Melfi, mons. Aprile, scrive pure una pastorale non ortodossa, ma al tempo stesso avverte i parroci die non ne -tengano conto e non là pubblichino. Il vescovo dì Capri, mons. Gamboni, si trova pure tra l'incudine e il martello; compie alcuni atti in senso repubblicano, ma opponendo sempre resistenza passiva, tanto che è chiamato a, Mapéli discolparsi. E infine il vescovo di Betjiex'e-'e Gragnano, mons. Della. Torre, per un eccesso di prudenza, pubblica una pastorale in senso repubblicano.
Sono questi soprattutto i vescovi, in< fiapte giansenisti, che Igii tradizione e le cronache paesane rappresentano vittime delle prime-lotte pef la libertà. Una critica non severa, ma soltanto spassionata non può condividere tale giudizio tradizionale. Il Groce appunto in alcuni recente fondamentali studi sul giansenismo napoletano, ri­corda sette vescovi 0 arcivescovi giansenisti; i già ricordati m Pè* tenaa, di Vica Bquense, di Lettere e Gragnano, di Taranto di Qp*i e inoltre quello di Sfaterà e quello di Motola (Lecce).; dei: primi cin­que, s'è visto, solo mons. Natale è un aderente risoilitjto al nuovo governo; quanto al vescovo di Matera, mons. Cattaneo, egli fu, è vero, arrestato ma subito liberato e sf prestò, a sconsacrare due preti