Rassegna storica del Risorgimento

1799 ; CLERO
anno <1930>   pagina <186>
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patriota seanpjje,, spunti da un movente Ebe non era né religioso né poMIrreov Miai si ipò; valutare l'opera del clero meridionale e il suo atteggiamento da questi suoi elementi di scarto che sempre sogliono affiorare nei momenti di crisi e di torbidi? Occorre invece tener pre­sente le particolarità della rivoluzione: un'invasione straniera, di fronte alla quale l'esercito regolare si sfascia, la fuga della Corte e l'inettitudine spaventosa del suo rappresentante, il vicario gene­rale nella capitale ; e in un paese- abbandonato a sé le plebi rozze, abr urite avide di gettarsi sui beni dei ricchi, sian vecchi feudatari borghesi arricchiti anche più avari ed esosi dei primi, o preti e frati privilegiati. Tn una simile situazione al clero non restava che MiMr i' isalvare quanto poteva del proprio e di preservare il paese dall'anarchia.. E questo realmente fece, e questo la Corte di Palermo considerò colpa, per non dire tradimento.
Ma per ciò forse l'opera del clero nella rivoluzione esce dimi­nuita? Non crediamo. Dal punto di vista cristiano, no certamente; ma anche dal punto di vìsita etico-politico, date le condizioni della lotta, ben diversa da quella di Spagna o del TirolOi o anche della stessa Vandea, l'opera sua ben difficilmente avrebbe potuto essere migliore e dare maggiori risultati se diversamente indirizzata. In realtà, nei pochi casi in cui il clero parteggiò veramente, esso acni gli odi e accrebbe la strage. E comunque resta il fatto che il clero meridionale in difficili e spesso tragiche circostanze compì quello che era il suo primo dovere, e lo compì a prezzo di sangue, di sacri­fici, di persecuzioni nobilmente ed eroicamente sofferte. E questo è ti suo purissimo titolo di gloria.
Napoli-, m ottobre 1929-VII.
PIERO PIERI