Rassegna storica del Risorgimento
KRYMY GIOVANNI ; MESSINA
anno
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1915
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pagina
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614
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14:
Vwrietà e aneddoti
Vespugnazione del forte Beai basso, guida col Facciola e col l?an-caldo i cittadini all'assalto j ove, angli spaldi, il giovinetto Giuseppe Bensaja fece sventolare il vessillo tricolore, lasciandovi vittoriosamente la vita. H Krymy, intrepido, resiste alle violenze de' bombardamenti, e, sempre, con ardore, sta a difesa della città; e, non rispettato dal Generale Paolo Pronio l'armistizio, sacrificando Messina co' bombardamenti, il 1 maggio gli dà sfida nel Pro'eida / nella quale lo esortava a non seguire la ignobile condotta del padre, già brigante, poi ne' tumulti del 1799 partigiano de' Borboni per accrescere i passati assassini. Bendiamo nota la sfida : che essa è una pagina magnanima, rivelatrice del coraggio di Giovanni Krymy, del prigioniero di 24 anni, che di sé non parlò mai!
È vero che lo splendor della cuna e la gloria degli avi non illustran 1' uomo scevro di personali meriti ; è vero che la bassezza dei natali e le colpe dei maggiori mica non macchiano le virtù dei posteri, poiché in società segna ciascuno un'era, tutta sua propria ; ma tocca l'apice della turpitudine colui che scorgendo l'obbrobrio in che visse il padre per commesse nefandezze, non abbonisce continuare a percorrere la via delle malvagità.
Or di tale infamia vi siete sozzato voi degno generale del re bombardatore !
Quel chierico apostata, che si disse vostro padre, dannato nella sua giovinezza alle galere per misfatti infamanti, evase dai luoghi di pena e lanciossi nell'onorata carriera del brigantaggio. He* tumulti di Napoli del 99 ascrittosi nelle baronali squadre del pessimo marchese del Vast, parteggiò pei Borboni, non per libero sentimento di opinione, ma per aver miglior agio a battere il sentiero degli assassini, e tuttora gli Abruzzi ricordano con orrore la memoria, come la ricorderà sempre la storia dei delitti. "Voi mancante di suftieienza per asseguire con modesti modi qualunque civile ufficio, cogliendo il destro dei tempi, che vi largivano in favore della perfida Carolina D'Austria, vi addiceste al mestiere delle armi, che avete disonorato calcando le paterne orme.
Lunga, fastidiosa ed importuna sarebbe péll'oggetto di questa scritta la narrazione intera delle vostre ignominie, e poiché intendo chiedervi conto, e vendicarmi dell'offesa, che avete recato alla Sicilia, patria mia, terra benedetta dal sorriso dell' Sterno, interrommi soltanto alla viltà, ai mendaci, ai tradimenti, ohe in