Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLI (REGNO DI) ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
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1930
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disagi e dalla noMf volontà! di vìncere quei Francesi giù- odiati seppero tener, alto il loro nome.
Il governo mostrò di conoscere le vie maestre per giungere ad nn miglioramento della .situazione militare e politica, ma purtroppo non ebbe il tempo di percorrerle per intero e di vederne i buoni frutti: bisognava civilizzare il paese, soprattutto diffondendovi l'istruzione e migliorandone la viabilità.
Il governo murattiano, che non fu troppo sollecito per le arti e per gli studi superiori meramente speculativi, e ;*tnjbende per uomini tutti voM alFaziohe ebbe invece le più vigili cure per l'istruzione elementare, che volle obbligatòria :-M assolutamente gratuita per tutti. Continue erano le premure M Comuni perchè non trascurassero il dover loro di nominare: maestri un maestro ed una maestra almeno per ogni comune e li sorvegliassero, e compilassero statìstiche degli scolali, e. mettessero in opera ogni mezzo per invogliarli n fretpéjpar le lezioni. Ho trovato finanche un ordine vibrato dell'Intendente del Molise ai parroci, perchè ogni mattina andassero, raccogliendo essi ì fanciulli riottosi, e li accompagnassero a scuola, Si prometteva di tenere in buon conto i parroci che si mostreranno zelanti; ma noi dubitiamo che proprio i (preti avessero premuta d'invogliare; i fanciulli a frequentar scuole dove era imposto il catechismo compilato da quei Francesi, che avevano Scacciato da Roma il successore di Pietro. E, giacché ne cade il discorso permettiamoci una osservazione un po' motteggiatrice sul poco senso di opportunità, o anche sul poco-buon senso, che mostrarono quei nostri uomini di governo nel prescrivere pei villanelli di Abruzzo o di Basilicata, 0 di Puglia, come libro di lettura, il Galateo di Monsignor delia Gasa!
Era il testo ora direnimi di Statò) e un numero opportuno di copie venne rimesso di ufficio ài maestri, scomputandone l'importo sui magri stipendi: chissà quanti moccoli all'indirizzo del povero Monsignor della Gasa dì Mfee memoria !,
Quanto agli studi medi di nMevole' ;e il governo dimenticò saviamente ogni intransigenza giacobina, Rimettendo in vita e dando sussidi alle, scuole delle già soppresse corporazioni religiose. Se esse avevano ai tempi dei Borbotti: tenuto il monopolio assoluto della cultura secondaria nel Regno, ora le si accettava ad integrare e collaborare in gara coi quindici collegi e licei governativi, che Giuseppe Buonaparte aveva, si, istituiti, ma Che solo ai tempi di Murai furon tutti e quindici messi in grado dì funzionare. Bispettati furono i seminari vescovili, che dopo la soppressione delle scuole te-