Rassegna storica del Risorgimento

AMARI EMERICO ; D'ONDES REGGIO VITO ; LA LUMIA ISIDORO ; GUERRA
anno <1930>   pagina <196>
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igk XV II Congresso Sociale di Napoli
unte dalle Uomunita religione eran aitate le quasi sole scuole della borghesìa meridionale, lasciandosi da essa deserti 4 collegi istituiti da Giuseppe: duecento scolari soli negli otto collegi aperti ! Ai semi­nari ftiron solo imposti, per gli studi letterari;. eirtAfìei,, * grammi dei collegi governativi; ma se ne rispettò il gótféMio e l'ispe­zione del vescovo, per non irritarne la suscettibilità.
Ma ciò che veramente merita la nostra ammirazione è la cura che si ebbe per la diffusione della cultura agraria ed industJÉale. Ad ogni pie' sospinto, studiando i provvedimenti governativi e delle in­tendenze, ci si imbatte in istruzioni agli abitanti- circa il rimbo­schimento ; in ordini ai Consigli di agricoltura istituiti in ogni pro­vincia, ai pratici scélti dagl'intendenti vejio: .tìeipo delle at­tuali cattedre ambulanti di agricoltura perchè diano incremento a questa o a quella piantagione : si spediscono gratis piantine e semi ; il yerno fa'ompila0 da espergffoudere, in centinaia di copie:, istruzioni particolareggiate sul modo di coltivare la canna da zuc­chero, il guado o l'indaco, .finanche sul modo di estga-rre il mosto o io sciroppo dalle uve biacche; Si fónda in Calabria una 'Società (per la coltivazione del cotone si' sussidiano negli Abruzzi piccoli lanifici e gualchiere, si distribuiscono gratis Ebri di agricoltura e libri d'istruzione tecnica.
Pei* incoraggiafifé per .stabilir gare, si istituiscono esposizioni nazionali annue estive-, nella terza decade di luglio e nella prima di agosto, nelle quali si fa obbligo a tutti i sindaci di mandare gli arti­coli manifatturati o grezzi del proprio Comune. Una visione vera­mente moderna, insomma, dei doveri dei diligenti verso l'agricol­tura e l'industria del paese governatòf? u peccato che una così alacre bella attività cadesse poi in dimentiihza, è in ogni modo pochi frutti desse al paese per la brevità del tempo nel quale aveva potuto esplicarsi.
Ho detto che il governo murattiano intese che la civilizzazione delle province era soprattutto quistione di scuole e di viabilità. Per­tanto anche nelle opere pubbliche fu una vera febbre di lavoro. Ognun sa di quali vie la nostra Napoli si abbellisse ai tempi del re Marat ; ma forse pochi anche dei nativi del luogo sanno che parec­chie strade intercomunali e interprovinciali furono allora fatte, o per lo meno progettate, e parecchi ponti sui numi rapidi dei nostri paesi appenninici, o pigri dello nostre pianure pugliesi, furono allora gettati. Per tali opere pubbliche, volute anche dalle necessità mi­litari del Regno, si richiedeva la cooperazione dei cittadini, i quali