Rassegna storica del Risorgimento

KRYMY GIOVANNI ; MESSINA
anno <1915>   pagina <615>
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Varietà e aneddoti 015
qnest' Isola avete commesso dal primo dì, che essa prese a scuo­tere il ferreo giogo della tirannide.
All'altea del 12 di quest'anno pochi valorosi, per come avvisi in istampa l'avevano annunziato alla despota di Napoli, a voi e al mondo, aprirono in Palermo la tremenda gloriosa scena del sìculo riscatto.
Toi tatti impallidiste, ed invece di affrontar quei prodi, vi siete intanati nei baluardi, donde sbucando inosservatamente, por­taste la rapina e l'eccidio ai monastero e alla chiesa dei Benedet­tini Bianchi. Sacrileghi e vili i non sentiste ribrezzo a contaminar quel devoto ritiro, profanare il tempio del Dio vivente ! Non sen­tiste vergogna volgere, scherani, il ferro contro innocenti e inermi.
La sera del 25 radunati in congresso risolveste fuggire dal Palazzo Beale, ed onde colorare la vostra codardia, calunniaste quei generosi, asserendo, che le famiglie dei militari e degli impiegati del palazzo la maggior parte bimbi, gli infermi ed i feriti ascen­dendo a 900 sarebbero ,-sMH icari/nati da quella cruda e feroce genia, se fossero caduti nelle sue mani, e che perciò era necessità man­darsi la fuga subito ad effetto. Mendaci ! non avevate voi la mat­tina dello stesso giorno rapportato, ohe il morale delle truppe era annichilito a motivo, ohe sapeano essere prigionieri trattati dai ri* voltasi t
Asseveraste (son precise vostre parole) che avevate esaurite le munizioni di artiglieria, e che perciò non potevate più a lungo mantenere quella posizione, e non furono o bugiardi rinvenuti nel conquistato palazzo molti e molti quintali di polvere ifèigÈftn quan­tità di fornimenti di guerra d'ogni specie1?
Consideraste nella vostra deliberazione, che le truppe erano sbigottite a causa che gì' insorti sparavano senza iarsi vedere. Sfrontati mentitori ! Quegli eroi quando investirono, e guadagna­rono i vostri trinceramenti, a petto nudo si spinsero in faccia alle mitraglie ed ai mille e mille moschetti che li fulminavano da die­tro le mura del Noviziato, dello Spedale civico, e degli acquar­tieramenti di Santa Elisabetta.
Alla fin une lasciando da banda le tante e tante altre vigbac-cherie ed atrocità di che vi bruttaste in Palermo e nei suoi dintorni, vengo a rimproeciarmi in epitome gli spergiuri e ì tradimenti, ohe lian posto ìl eolmo alla vostra infamia.