Rassegna storica del Risorgimento
GALLUPPI PASQUALE
anno
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1930
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pagina
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200
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À dire il vero la figura del Poerio entra soltanto di scorcio nel complotto, di cui intendiamo occuparci. Egli fu un po' direi quasi il patrono dei cospiratori. La stessa Polizia, sempre so-ettosa, osservò a proposito di lui : xc La corrispondenza rinvenuta in casa Poerio non è sospetta, ma per le persone cui corrisponde, ben si può vedere la carriera cui aspira . Queste parole si leggono nella Relazione elaborata dalla Commissione, che il re destinò a investigai ul complottai SE in realtà la parte presavi da Carlo Poerio fu assai indiretta. Ha egli portava un gran nome e appar?-te.neva ad una famiglia illustratasi durante il dominio dei Napo-leonidi niella rivoluzione del 1820-21 tè questo solo sarebbe bastato, anche se aitato non w fosse stato, a determinarne l'arresto.
Protagonisti del complotto appaiono invece i salernitani Gennaro Bellelli, che più tardi fu collega del Poerio nel Parlamento del '48, e Pasquale Bracale, già in precedenza immischiato nella congiura mazziniana del 1833, da noi altrove studiata, per la quale era stato condannato all'esilio (2).
Il Bellelli era noto alla Polizia per l'assistenza prestata a- Giuditta Bellerio Sidoli nel 1834-35 durante il tempo, in cui la donna mata dal Mazzini dimorò a Napoli. Io confermo si è-chejgia scrissi altrove circa l'assenza di ogni carattere- politico dalla- .esiirsio.ne-,. che la Sidoli compi in Italia in quei due anni (3). Ma è certo che in quella circostanza fra lei e gli amici napoletani si parlò, sia pure accademicamente, di politica, e senza dubbio furono ricordati gli èsuli lontani e soprattutto il Mazzini, che allora scriveva alla donna del suo cuore lettere d'amore infocate. Il Bellelli, ancor fresco delle conversazioni napoletane, alle quali furono assidui,, tra, gli altri, il Poerio e Pietro Ferretti, compi nel 1835 un viaggio ad Avellino, in occasione del quale allacciò rapporti con .Nicola Pio-nati e il nipote di costui Giuseppe Imbimbo. Due anni dopo i 1 Bellelli. che nel frattempo aveva Btretto a sé con più forti vincoli lo Tmbimbo, assicurandogli il posto di vigile nella Regìa dei sali, cui: egli teovavasi addetto, affidò a lui e allo zio Pionatt Pigcarko di porsi d'accordo con -Saverio Àvossa e Giovanni Bottiglieri, emis-sarti dei liberali salernitani, allo scopo di promuovere ma azione
(2>; o congiura mazziwo'im a Napoli nel 18H3: estr. ihilVArch. star, napolel., XLIX (1924).
(8) Nuove lattare M CWmeppc iltmbii: ostr. cisti RteargUn, Ital.. XIV (1921).