Rassegna storica del Risorgimento

KRYMY GIOVANNI ; MESSINA
anno <1915>   pagina <616>
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Varietà e aneddoti
Voi e i vostri compagni dàrmi e d'obbrobrio atterriti dalla siciliana prodezza sospirate il momento di dilungarvi dalla belli­cosa Palermo, che vi minaccia totale inevitabile sterminio, suppli­caste, scongiuraste, lacrimaste, perche vi si permettesse fuggire, e quei magnanimi vi accordarono tal grazia pella quale campaste la vita, a condizione però che non avreste impugnato le armi contro questa classica Isola, e tutti ne giuraste la promessa. Voi spez­zato il sacro patto siete venuto a combattere a Messina e l'avete ogni dì bombardata; ma rinchiuso in cotesta cittadella, cui forte più che potè rizzò la paurosa tirannide per timore di questo po­polo di eroi.
Voi avete più fiate domandato con umilianti preghiere, per mezzo or d'uno or di un'altro rappresentante di libera potenza, delle tregue, che generosi i Messinesi vi han concesso e sempre con perfìdia inaudita avete osato violarle.
Il 21 del p. p. aprile, giorno santo per tutto l'orbe cattolico, perchè la cristiana chiesa celebrava la memoria della morte di Gesù Cristo, ardiste con le bombe e le granate disturbare il rac­coglimento di tutti noi credenti, e le venerande cerimonie del tem­pio del Signore, e disturbarci nelle ore appunto, quando nel di che ebbe compimento la ricompra dell' uman genere il Mgliol ài Dio pendea dal legno redentore; né di ciò pago avete continuato il vostro procedere, nel mentre giorni sono Messina, contro sua vo­glia, aderì al patteggio di un armistizio richiestole dal Ministero di Napoli
Voi adunque non che vigliacco e fedifrago, siete disprezza-tore della Santa Religione, che ognuno di noi è pronto sostener col sangue.
A vista di tutto questo, io ministro dell'altare, uomo già presso ai sessantanni, inawezzo al quotidiano uso delle armi, perchè le ho solamente imbrandite per la patria rigenerazione, impaziente di aspettar per affrontarvi il non lontano momento, che i miei concittadini fratelli vi snideranno da cotesto ultimo ricovero, vi chiamo a particolar disfida.
Ohi chiude in senso un'alma nobile, arrossirebbe misurarsi con voi vilissiino schiavo della tirannide, obbrobrio delle genti : pure io scendo volontieroso a questa abiezione, e il vostro sangue, o la gloria di morir per questa terra di eroi mi renderanno beato.