Rassegna storica del Risorgimento
1783 ; SICILIA
anno
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1930
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pagina
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207
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XVII Congresso Sociale di Napoli 207
dietro nel progresso generale degli spiriti e della cultura, essa prt-sentava una particolare lisouomia, in cui risaltavano due note dominanti : la cecità o meglio l'insensibilità' dei mali che soffocavano la vita dell'isola e l'assenza di qualsiasi desiderio d'innovazioni.
Da questa specie di letargo e di anestesia spirituale è logico che traessero profìtto segnatamente i ceti privilegiati, della cui potenza, nell'isola che per antomasia fu definita la cittadella della feuxUv Jitj non possiamo ora che tratteggiare soltanto quegli aspetti che meglio convengono all'intelligenza del nostro tema. Onde diremo subito ch'essi possedevano i 9/10 delle terre del Regno, che godevano inestimabili immunità! <e molteplici privilegi, dei quali due, come quelli che conferivano al baronaggio siciliano una particolare funzione giuridica e ne legittimavano certe pretese politiche nel reggi-mento dello Stato, non possono essere taciuti.
I baroni si consideravano indipendenti nei loro feudi, che, in virtù di speciose teoriche venivano parificati agli allodi, le? come ta!iy non pagavano uè Vadoa uè il rclevio e si ritenevano esenti da ogni restrizione da parte del potere centrale. In secondo luogo, posto come principio ch'essi, e soltanto essi, costituissero l'intera nazione siciliana, si ritenevano; leóMcamente collaterali della Sovranità, di fronte a cui ponevano, còme legittima rappresentanza nazionale, l'antico Parlamento, che nei due Bracci, ecclesiastico e militare, raccoglieva duecentottantuno membri sui quarantatre appena del Braccio demaniale.
Nessuna meraviglia, dunque, se nelle mani dei baroni risiedesse tutto il governo dell'isola, poiché essi costituivano una vera oligarchia aristocratica, in cui l'autorità regia rappresentava sostanzialmente una mera parte decorativa. E nessuna meraviglia, inoltre, se i baroni non pagassero tributi, nonostante gli enormi possessi fondiari e i diritti che legalmente 0 illegalmente si arrogavano, e se, al contrario, li riversassero sulle classi deseredate : ciò era nello stile, per così dire, di tutte le società privilegiate, a cominciare dalla francese, contro cui il movimento rivoluzionario attinse inijpeto più gagliardo, appunto quando risaltò l'ingiustizia di cosiffatta esenzione e siper<Mpmzione tributaria.
Piuttosto assai curioso si presenta il sistema che si seguiva nella ripartizione delile imposte 0 dei donQtkiì - - come eufemisticamente si dicevano nei riguardi della Corona. - - : funzione che spettava alla Deputazione del Bcgno, ch'era una commissione di nove membri scelti in seno- al Parlamento e con carattere di rappresentanza della Na-