Rassegna storica del Risorgimento
1783 ; SICILIA
anno
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1930
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pagina
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214
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H VtttWtknfftmito tfockdo diJSpoli
di mostrano molta passione priva tu per li loro interessi pnc)ussbun patriottismo, lo sono neutrale: sono cadetto, non ho beni uè in Sicilia né in Napoli, non ho figli. Non cereo nulla, non ambisco altra cosa che di ritirarmi* Anzi posso dire di fare più che talnno in mio luogo avrebbe fatto. Ma è tempo di decidere. Questa lentezza disonora il governo e ne mostra la debolezza .
E l'esito si fece difatti attendere per oltre un anno. E finalmente quale fu? Contrario al Caracciolo e favorevole ai baroni : ecco tutto. Ma egli l'accolse con animo sereno, come colui a cui nulla toglie l'insuccesso d'una causa buona, alla quale ha consacrato il fiore del suo ingegno e delle sue energie.
Non pertanto, se le idee del Caracciolo fallirono alla toro prima prova, non tanto perchè come si giudicò a Torino esse erano troppo radicali, quanto perchè i tempi uon erano preparati uè a Napoli né tampoco a Palermo, ove non erano state nemmeno comprese, esse, però, lasciarono negli animi un'eco profonda e diffusero dei* semij Che. cominciarono a germogliare a non ! unga scadenza.
Nella tornata ordinaria del 1790 il Parlamento siciliano faceva voti unanimi che l'antica sistema di distribuzione delle imposte venisse riveduto si procedesse ad un regolare'- censimento di tutti i beni esistenti nell'isola.
n censimento, invero, non fu mai esattamente eseguito ; il sistema tributario subì però profondi mutamenti, onde con esso venne meno politicamente quella feudalità, contro cui si era scagliato, con vivo senso di giustizia e di umanità, il viceré Caracciolo.
Qualche anno prima ch'egli avesse posto piede, di malanimo, in Sicilia, un irrequieto spirito siciliano, l'abate Guerra, scriveva che il risorgimento dell'isola dipendeva dall'eguaglianza dei cittadini di fronte ai tributi, fondamento di ulteriori eguaglianze.
Nel 1848 un illustre scrittore siciliano, meditando sulle vicende-dei l'isola nel secolo XIX e dando alla parola Risorgimento un significato più largo, più profondo e ipiù nobile di quello che ad essa annettevano: gli uomini del Settecento, uon dubitò di dire che di questo Risorgimento in SiciMa era stato auspice e promotore proprio colui* die primo aveva spezzato, con tutto l'ardore della sua anima appassionata, tòa spada, conico quell'iniqua e tirannica distribuzione tributaria, che il Medio Evo aveva bizzarramente forgiato e corazzato nella bell'isola del Mediterraneo.
EBWHSTO PONTIERI.