Rassegna storica del Risorgimento

KRYMY GIOVANNI ; MESSINA
anno <1915>   pagina <617>
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Varietà e aneddoti 017
Rivolgo a voi il mio invito, perchè non mi è possibile farlo di vostro padrone.
Se questa disfida non vi farà impallidire, scegliete il luogo, l'ora e le armi avvertendomelo per mezzo dello stesso Sig. Vice-Con­sole Francese, con il quale vi fo tenere la presente.
Io verrei a battermi in codesti vostri covili, se il tradimento non fosse da voi e dai vostri compagni, reputato virtù : perlochè vi propongo quando diversamente non la pensiate, e al piano di Terranova sotto le bocche delle vostre e nostre artiglierie alla pre­senza delle Napolitano truppe, e di egual numero di messinesi mi­liti, o dei un legno estero qualunque.
Se scuserete di acconsentire finirà il mondo di conoscere il calibro di Generali del re bombardatore .
Messina 1 maggio 1848.
Nelle giornate strepitose del settembre 1848, Giovanni Krymy è sempre strenuo difensore nella città. Messina è assediata da 24 mila uomini al comando di Carlo Filangieri e de' capi delle brigate, Pronio e Nunziante, Lanza, Busacca, Schmid e Diversi, e un popolo resiste alle artiglierie da campo e da montagna, agli zappatori, a' pionieri e pontionieri. H Krymy è ovunque si accen­dono più i combattimenti e la resistenza, come alla chiesa della Maddalena, ove spiccò maggiormente la sua figura leggendaria. L' intrepido abate, condannato nel 1827 a morire sul palco per le colpe della Carboneria e per la difesa della costituzione procla­mata nel 1820, condannato a morte pe7 fatti del 1 settembre, capitanando un numero di giovani, con due cannoni fa fuoco, e dal tempio disperde le orde. Cade Messina j ma il Filangieri, sbigot­tito e ammirato, ricordò nel Diario, due volte, dinanzi al furore, aver dovuto retrocedere le sue numerose e agguerrite sol datesele.
L'azione del Krymy non ò ancora finita. Egli muove per Mi­lazzo, ove convengono il La Masa, l'Orsini, il Miloro, il Pouletj il Malta, lo Scalia, VAyala, de' quali, tenuto un consiglio di guerra, non fu unanime il parerò di resistere a' borbonici, che si credeva essere inoltrati. Milazzo fu abbandonata senza resistenza ; uè man­cavano munizioni da guerra e da bocca, nò la città aveva difetto di vettovaglie. Giovanni Krymy accorre, con fede a Palermo, com­pagno alle migliaia di profughi, a' quali mancava un pane e un