Rassegna storica del Risorgimento

ATTELLIS DI SANT'ANGELO (DE) ORAZIO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NA
anno <1930>   pagina <224>
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224 WS?M Congresso Sociale di Nàpoti
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La. .parte della memoria del de Attellis che ho fin qui illustrato, si riferisce alla valutazione della figura del Marat ; ora mi fermerò sa alcuni (particolari, additati dal nostro intore e che appaiono in qualche modo controversi.
A proposito dei motivi che avrebbero spinto il Murat a tentare 1-infelice spedizione del Pizzo, il de pittellis addita nello scritto sul Murat e nella Sinapsi due ragioni diverse, anzi perfettamente antitetiche.
Nel primo dice : La maldicenza e l'ignoranza sparsero la voce iene alcuni,, di già amici e fedeli sudditi del Marat, fatti servi della politica del ristabilito governo borbonico, si erano concert tati con questo per attirare Murat nel Regno, con fallaci inlor- inazioni intorno alla apposizione del popolo e dell'armata in suo favore e così averlo nelle mani per trucidarlo. Noi non prestiamo lèdei a..qneste 'dicerie, delle quali non si ha né pmova né si hanno indizi di probabilità . (7).
Nella seconda, e precisamente nel sommario degli avvenimenti del 1815, si pronuncia in senso contrario e addita quello che ritiene il principale antore del supposto tradimento:
H nuovo ministro de Medici si serve di d'Ambrosio e di altri' generali per indurre Marat a rientrare nel Regno, dove gli si fa credere che sarebbe stato ricevuto a braccia aperte dal popolo. L'incanto cade nella ret. sbarca, al Pizzo in Calabria, è fucilato (13 ottobre)
Le due notìzie sono decisamente contradittorie, né è facile sa­pere quale delle due il de Attellis ritenesse veritiera.
Oli storici del tempo concordemente respingono l'ipotesi un secondo tradimento.
Inoltre il de Attellis dichiara illegale la legge in base alla quale fu emessa la sentenza che condannò a morte re Gioacchino.
Essa fu emessa in base ad una legge del 28 giugno 1815, in cui si dava facoltà dì procedere contro gli autori di pubbliche sedizioni, suscitate a partire dal 29 maggio dello stesso anno.
Nota il de Attellis che la legge veniva cosi applicata con valore retroattivo e che perciò era nulla.
(39 Pag. 20 del man.