Rassegna storica del Risorgimento
ATTELLIS DI SANT'ANGELO (DE) ORAZIO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NA
anno
<
1930
>
pagina
<
225
>
XV11 Pmqjmmo Soviàfa 'M Wi/mM 225
Sembra a prima vista che egli noti: sia d'accordo con gli altri storici del suo tempo i quali sostengono che il Murat fu condannai in ba-se ad una legge da lui emessa contro gli scorridori di campagna ed i perturbatori della pubblica tranquillità.
A iproposito di essa afferma il Colletta :
La qual legge (per maggiore scherno di fortuna) dettata da Gioacchino sette anni i mianzi, benignamente sospesa in molti casi < di governo, fu, come ho detto, istrome della ua morte. (8).
E il Pépe : Intanto la commissione militare aveva condannato Gioacchino a morte, valendosi, per colmo di scellerata ipocrisia, delle leggi fatte da lui, durante il suo regno, contro gli scorridori di campagna ed i nemici dei pubblico riposo . (9).
Nonostante l'apparente contraddizione é possibile conciliare l'affermazione concorde di questi storici col rilievo fatto dal de Attellis.
La legge contro i ladroni di campagna ed i perturbatori della tranquillità pubblica, realmente promulgati dal Murat nei primi anni del suo regno, venne riconfermata dal governo borbonico, come le altre leggi del Decennio, nel giugno 1815, ed essendo stata applicata alle sedizioni sollevate a partire dal maggio di quell'anno, aveva avuto un'estensione retroattiva del tutto illegale, come vuole il de Attellis, pur restando la legge promulgata dal Murat, come sostengono gli altri storici.
Guardando complessivamente la nu'-mnriu. possiamo concludere che essa contiene giudizi troppo aspri contro il Murat, dovuti principalmente, come ho già messo in rilievo, alle persecuzioni contro i Carbonari e all'ostinato rifiuto del ii ;i ;gicedere una costituzione, pur essendo sostanzialmente vere alcune delle accuse contro il suo governo.
La viva avversione del de Attellis per il Murat è documento éell'agitarsi della coscienza italiana in un periodo in cui l'ottenere una costituzione era divenuto la suprema aspirazione di tutti i patrioti ; è documento di quello spirita liberale, sopravvissuto nel Napoletano a Caracciolo, a Cirillo, agli altri martiri, che nel 1799 in-Mugninarono i patiboli eretti dalla ferocia del Borbone.
Doti. MARIA BIZZARHIIJT3:,
(8) Colletta Op. dt. 1. Vili, p. 244.
(9) 0. Pepe Memoria - - Baudry - Farla 1847 - Voi. 1. Vili, pag. 824.