Rassegna storica del Risorgimento
KRYMY GIOVANNI ; MESSINA
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1915
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pagina
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618
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Varietà e aneddoti
tetto: accorre ivi per avere accoglienza magnanima, per ascoltare la voce che usciva dal Senato Magistrale Municipale:
Qui si freme e si esulta di affanno e di orgoglio al racconto dei vostri danni e delle vostre prodezze.
Messinesi, Sicilia intera dovrà in gran parte all'eroismo vostro il consolidamento della sua libertà ed indipendenza ; Sicilia intera al 1848 ha rinnovato gli esempi del 1282 ; e Messina come ai tempi de! Vespro oggi salverà un'altra volta Sicilia. Nella storia moderna il nome di Messina segnerà la pagina più gloriosa e pio bella; e le potenti nazioni che hanno da spettatrici assistito ai vostri eroici fatti, rammenteranno commosse e maravigliate il vostro valore e i vostri sacrifizi .
Il Krymy fa onorato in Palermo, prendendo parte alle ultime difese per la libertà. Ma, avanzatosi il Filangieri col suo esercito, la rivoluzione non assistè che alle rovine ; poiché la perdita di Taormina, ove si erano trincerati i difensori della Sicilia, alla quale segni la caduta di Catania e la resa di Siracusa e di Augusta, deludendo le speranze, smarrì ogni virtù, congiungendosi agli errori militari gli sbigottimenti. Cedendo il Governo, per imperizia, più che per tradimento, i poteri alla Municipalità, il Filangieri ordinò e dispose le marce delle truppe, che nel dì anniversario del 15 maggio 1848, entrarono nella capitale, in cui fa. visto il popolo sgomento, uè una fucilata potè conservare il prestigio della rivoluzione, già svigorita da perfide arti, da insipienza politica e da spietato servilismo.
Giovanni Krymy coll'animo addolorato per la caduta mortale della patria, cui aveva consacrato tatti gli anni della vita, scontati 24 anni di galera per il processo della carboneria, condannato una seconda volta alla morte, afflitto, tormentato, volse i passi per il paesello natio, Galati di Torturici, nome mutato ora in ftalati Mamertino, per chiudere gli anni di sua vita nella solitudine. Quasi stanco, più che dalle lunghissime sofferenze, delle disfatte patrie, non aveva parola alcuna che potesse mettere in sospetto i rigori della reazione. Perù la calunnia e il tradimento vegliavano per {strapparlo a quella momentanea quiete. Non arrestato per vendetta dalia poli zi a, lo faceva arrestare un perfido, uno scellerato, il no taro Antonino Landò ; il quale si adoperò con replicate, denunzie, a dipingerlo, tristamente al Principe di Sa tri ano, che,