Rassegna storica del Risorgimento
MARINA MERCANTILE
anno
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1930
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pagina
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227
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XVII Vongroma SoQÌale 4* Ntopli Z7ff
quasi tutte nel Regno, e parecchie delle quali di tonnellaggio abbastanza elevato sino a 800 tonnellate runa. Buona parte di esse erano addette alla pesca e al cabotaggio {4455 nel 1834, 7715 nel 1839) ma numero anche rilevane e ne recava all'estero riapeMva-f mente, 938 e 1459). Cifre, queste, da cui rapidamente si può concludere esser del tutto documentata l'afférmazione del Bianchini che
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la marina merpniale borbonica si raddoppiò quasi dal 1825 al 1855, avendo anzi a maggiore incremento per le navi di più grossa porr tata in una ragione molto maggiore dell'aumento totale : e ciò nonostante l'inizio della Marina a vapore, l'esiguità del contributo statale (4 ducati a tonnellata) e soprattutto nonostante i gravosi trattati commerciali stretti nel 18.1 fi g 1817 con la Francia, l'Inghilterra e la Spagna per i quali alle merci trasportate dalle navi di quelle Nazioni si accordava la diminuzione di dazio del 10 per cenÉat nei confronti della nostra stessa Marina.
Ha se l'azione del Governo solo per poco cooperava all'incremento della marina con provvidenze dirette vi cooperava -indirettamente con il costruire o migliorare porti (ad es.. ;a Gallipoli, Brindisi, Moffetta, Barletta,, Ortona, Cotrone, Ischia, Nisida), con il ricostruire fari, con mantenere e migliorare Scuole nautiche (Napoli, Meta, Castellammare, Bari, Gaeta, Palermo, Precida ietc..:. "Sia anzitutto* ìlSn? la Legislazione a migliorare, specie per impulsò del pedici, con gli atti di navigazione del 1816. 1818 e 1826, con il quale ultimo si instituì una Direzione Generale per la navigazione di commercio e dieci Commissioni marittime regionali per e pro-vinche del Continente e sei per 'le siciliane. AnHie molte agevolazioni m ebbero circa i dazi: neifSfc, fu concessa la franchigia del W*f0, sulle merci importate esportate da navi nazionali, elevandosi la riduzione al 30 .per queHeiitespBrtate dal Baltico e al 40 per quelle dall'India e dall'Am.eri.ca : più. tardi, si abolì ogni formalità e pagamento di diritti per il traffico di ca'boìiìagio frango le còste del Begnof si scemò i I dazio; sulle mswM straniere necessarie alile nostre industrie ; si abolì quello sulle derrate indgèae esportate cM navi regnicele che trovava usi in concorrenza con quelle estere.
Quanto poi alPespausione dei navigli borbonici, non potendo fondarci sui dati già riferiti sul numero delle navi trattieni!ti con l'Estero, poiché per estero si Intendevano anche gii Sati italiani e Malta j abbiamo indagato- ,altej-carte inedite cioè i rapporti, dei Consoli borbonici nei più lontani porti di Europa e in quelli di America per gH anni 1850-2, 1855 e 1.K5.7. Sappiami osi che nel 1850, in