Rassegna storica del Risorgimento
MARINA MERCANTILE
anno
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1930
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pagina
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228
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2*8 WJJ Qmgrtam ÉoékU di Napoli'
sei mòsij M. navinostre passarono lo stretto del Sund, provenienti sia dal Mar Éi JNord die dal Baltico, nel 1851, 43 navi, nel 1857, 20, sempre in mi semestre; ciie a Costantinopoli ne approdarono 362 nell'intero anno 185 j a Smirne 57 -nell'intero anno 1857 ; nei Paesi Bassi, 41 in ottonici del WJi negli Stati Uniti d'America 9 nel primo trimestre 1857, 6 nel terzo, e 2 nel quarto. Assai ampi poi, il movimento con la Francia* ove la nostra bandiera aveva il secondo posto dopo l'Inghilterra- Anche per questa parte, quindi, va dimostrato il giudizio lusinghiero del Bianchini.
Traffico, questo epa l'Estero, che fu agevolato dai nuovi trattati di commercio stipulati nel decennio 1845-55 con moltissime Nazioni, abrogati quelli del 816-7 con la Francia é HTnghilterra e affermatasi la reciprocazióne sopra miglior principio di uguaglianza di diritti e di scambi .
Circa, infine, le merci trasportate dalla nostra Marina, ecco alcuni dati statistici, computando il valore della merce in ducati: nel 1833, circa 12 milioni ; nel 1837, 12 milioni mezzo ; nel 1838, quasi 14 milioni, nel quinquennio 1851-5, 9 milioni e mezzo l'anno: a possiamo anche specificare che nel 1x838 Ola. Sicilia esportò per oltre 3 milioni e mezzo di ducati (da un massimo di 2 milioni e mezzo per la provincia di Palermo a 7000 per quella di Girgenti) e Ì Continente per 10 milioni e poco più (da 5 milioni per la provincia di Napoli e 3 milioni per quella di Bari a 1600 per la I Calabria Ultra). Delle quali merci esportate le più importanti furono l'olio (oltre 21 milioni), la seta (15 milioni e mezzo), il grano (quasi é milioni), la liquerizia (2 milioni e mezzo), la robbia, la lana e la canapa (per 1 milione e mezzo). Di contro, l'importazione era maggiore, e le merci estere trasportate dalla nostra marina ebbero il valore di oltre 53 milioni di ducati, fra cui specialmente il cotone, lo zucchero, il ferro, il caffè.
Ben intenso era quindi il traffico della nostra marina e ben larga la sua partecipazione alla vita economica del Bearne, affermandosi di contro a quella estera e riducendo assai i noli che prima a quella si pagavano. Non lento progresso si ebbe, ma rifioritura rapida e '.ostante e notevolissima, altro esponente, e non dei meno importanti della buona situazione economica e finanziaria del Regno nel secondo periodo borbonico. Senza esagerati elogi, ina anche senza denigrazioni, noi possiamo affermare che la nostra Marina mercantile tenne alta la fama della bandiera borbonica e il nome d'Italia