Rassegna storica del Risorgimento
FIORENZI FRANCESCO
anno
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1930
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pagina
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232
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a32 JtVffi Congresso Sodata Napoli
Di lì passò a Ferrara, dove, contrasse ntì! grave Infermità nell'esercizio del dovere professionale. Nel 'idi era a Bologna e divenne assiduo della IaMMai Rusconi, ritrovo degli intellettuali e degli amanti di uovjLlk tra cui i fratèlli Rusconi, il pei??, Antonio Montanari, il prof. Gabriele Rossi, il marchese Luigi Tanari, Marco Min-ghetti ed altri, che I Svolgimenti futuri porteranno ad alte cariche.
3Sel J46 fu destinato a Camerino ev :di passaggio per Osimo, sì trovò alle fèste pe Pamnistìa? di Pio IX clj riuscirono così entusiastiche da sembrare al Delegato di Ancona, mons. G-rassellinir non una dimostrazione, ma una vera rivoluzione.
Il Comune di Osimo gli affidò l'incarico di rispondere alla circolare del card. Gòzzi che domandava ai Comuni miglioramene amministrativi. Ma la risposta, compilata dal Fiorenti, parve cosi audace -éhe il Delegato la rimandò al Comune con mW0. rimostranze (8).
Data la vicinanza di Camerino con la città natia, in essa l'ing. Fiorenza faceva frequenti apparizioni e quivi conobbe ili Carini, nominatovi protomedico, e riconfermò cogli amici Simonetti, Bellini e Sgènocralfè: !0esa. i propositi di libertà e idi riforme.
Giunta a Camerino la nuova delle cinque giornate di Milano, corse ad iscriversi nella compagnia dei volontari osimani e col battaglione anconitano marciò fino a Bologna. Quivi partecipò ad una seduta patriottica nella quale tu proposta la fusione col Piemonte.
Si opposero il proE Gabriele Rossi e Andrea Boni, AgÉ Fraìifo* cesco Fiorenzi si snosW .contrario, sembrandogli pericoloso dar pretesto al Pontefice di ritirarsi dal movimento iniziato in suo nome. Così la proposta fu respinta.
Allora con Luigi Tanari e Carlo Rusconi il Fiorenzi decise di recarsi a Milano per consultare Mazzini. Ma non era certo il grande agitatore genovese che poteva consigliar loro la fusione col Piemonte ! Egli infatti parlò dell'opportunità di proclamare la repubblica in Lombardia come s'era fatto nel Veneto. Gli si fece osservare che la Giunta di Governo conteneva elementi ultramoderati e cbe Milano non sarebbe stata in grado di sostenere un ritorno offensivo degli Austriaci, se i Piemontesi si fossero dovuti ritirare. Mazzini dichiarò che ormai la causa dell'indipendenza era assicurata e che bisognava pensare alla causa della libertà. E poiché il Fiorenzi insi-
(8) Memoria politica i*t risposta alla circolare (Uzzi 1847; Ardii. IHoreiud, B. Manoscritti e Stampe.