Rassegna storica del Risorgimento
FIORENZI FRANCESCO
anno
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1930
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pagina
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233
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XV II Vongretoro Sociale di 2V ti pulì *33
nuava che un passo imprudente avrebbe potuto ritardare di 8 o 10 anni il trionfo delle aspirazioni nazionale, Mazzini rispose : Otto o dieci giorni! Così finì l'abboccamento (9).
Giungeva intanto la notizia dell'Enciclica, papale del 29 aprile e il Fiorenzi, perdute le ultime illusioni sull'appoggio papale, si affrettò a raggiungere il battaglione anconitano. Tornato a Bologna si unì con Gioacchino Pepoli e col Tanari e partirono insieme per Padova, ma qui seppero che le troppe del gen. Ferrari si erano dirette verso Cornuda. Camminarono 'tutta la inotte e giunti all'alba presso il Montello furono avvertiti dai paesani che i nostri dopo il combattimento si erano ritirati su Treviso. Ripartirono allora per Treviso, dove finalmente il Fiorenzi ritrovò i compagni e rivide Mattia Montecehi, segretario del gen. Ferrari. Questi lo incaricò di recarsi a Bologna dal gen. Bla iella, che comandava l'avanguardia del corpo napoletano, per pregarlo di passare subito il Po allo scopo di impedire il congiungimento del Xugent col RadeslcL Andò il Fiorenzi, ma lo Statella gli ri-spose che aveva ordine di non marciare finché tutto il corpo di spedizione non fosse riunito. Tornato a Padova attendeva pertanto l'ordine di partire per Vicenza, quando gli giunse un dispaccio che lo chiamava a Roma per l'apertura del Parlamento, a cui era stato eletto dal collegio di Sanseverino (10).
A Roma, in quel maggio carico di eventi, ritrovò il Farini iìj Pantaleoni, il Hinghetti il Rusconi e fece relazione col Mamiani, coll'Orioli, con Pellegrino Rossi. Al Parlamento romano fu relatore della legge sull'introduzione del sistema decimale dei pesi e misure, votò l'abolizione della pena di morte e, dopo la fuga di Pio IX a Gaeta, d'accordo col Farini, che néro, non era più deputato, propose la nomina di un'Assemblea costituente eletta a suffragio universale. Non accolta la qual proposta, si recò in Ancona per farla propugnare dalle Provincie. Qui si tenne un'adunanza* a cui intervenne da Roma padre Gavazzi, nella quale, dopo vivace discussione, si votò per la Costituente. Eguale deliberazione prendevano le Associazioni liberali romagnole riunite a Forlì il 13 dicembre 1848 (11).
E il Governo di Roma dovè aderire ai desideri delle provinole.
(0) Vedi le Memorie autografe, cit. pag. 7.
CIO) <t Conto reso dal deputato F. Fiorenzi al collegio di S. Severino .; Osl-mo, IT die?. 1S4S, opuscolo a stampa, Arcto. IFiorenzi, R. Manoscritti.
(11) Tedi l'i-ndirf'///*> di Camillo Mattioli e A uro Ilo Saffi, pubblicato ila G. LOTI in T ielvoluzioiie e la repubblica rotiftuui (1844D) . Vallar di; Milano, pp. 89-ftL