Rassegna storica del Risorgimento

QUINTAVALLE FERRUCCIO
anno <1914>   pagina <162>
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Bibliografia
1826, e di gualche vago accenno alla sue pwegrinagioni e alessorai egli statòlito alle Canari, dove avrebbe lasciato una discendenza, 'jaient' 1-tro i'A. ha potuto sapere.
Per ciò il Poggioli perfendersi ragione del suo entusiasmo dtìe jfc spinse ad abbraccia? la causa della Giovine Italia è andare incontro alla propria rovina per ambita idealità patriottica, ha ricercato le tra. dizioni di famiglia e, con l'aiuto di documenl inediti e di testimo­nianze poco note, ha voluto disegnare mèmvi tratti, V ambiente storico, nel quale il Vernetta crebbe. Così l jfc, si à fatto Strada a delineare il quadro delle condizioni della Spezia nel periodo napoleonico e io. quello della restaurazione, e l'ha fatto da quel rioercatore acuto e geniale, che egli A.
Sieconi è impossibile seguire il Poggiolini nel suo dUigentiasinio studio di ricostruzione dell'ambiente spezzino, mi restringerò a riferire la conclusione di questa indagine paziente dotta e spigliata oon le pa­role istesse dell'A, Ho detto che alla Spezia il Vernetfca della Gio­vine Italia appare come un fenomeno isolato, perchè non resulta a tut­ti1 oggi l'esistenza di spezzini affiliala alla Carbonella è- tanto meno alla associazione, fondata da Giuseppe Mazzini, che preparava quel sentimento unitario come terreno fecondo, su cui germinò la monarchia costituzio­nale, oggi fortemente assisa sotto 1' usbergo della Casa di Savoia, Per quello ohe si può argomentare dagli atti mnuieipali, -emerge uno spi­rito indigeno cittadino adattabile e pratico, che rifuggiva da ogni eccesso che era dotato di accortezza e di prudenza, volto ad ottenere dal go­verno assoluto migliorameli continui : .quei miglioramenti che l'oligar­chia genovése non aveva mai elargito, e che il governo del Piemonte concedeva senza farsi troppo pregar; dftndoryé .concrete della sua be­nevolenza ; la reazione, insomma, non vi aveva prodotto il' grave mal­contento suscitato nelle, grandi citta, dove conculcava diritti acquisiti, calpestando. 1 piìi vivi ricòrdi e! le più recenti tradizioni. Se alla Spezia si contavano poche famiglie veramente Écehéj, t -più erano piccoli possi­denti che non volevano correre avventure pericolose, soddisfatti di pro­gredire lentamente, oon la certezza sicura del domani. Non poteva dun-quo maturarsi lo spirito rivoluzionario che esplodeva altrove torribjh. mente, e che nel 1797 aveva scatenato la nobiltà- minore contro il fe­roce egoismo Mia oligarchia genovese, la quale era ormai fiaccata, se
non distrutta * .
Come sta allora che Carlo Alberto, preoccupato per l'invio di armi dalle coste francesi nella Mera iti Genova,, in una sua lettera del 26 luglio 1833 a Francese? IV di Modena, parlava senza distinzioni della Spezia e di Lerici, come di luoghi addirittura pericolosi : le due sole città veramente malvagie cosi scriveva, egli dei metri StitHf*