Rassegna storica del Risorgimento

GRISETTI DOMENICO ; GRISETTI PIETRO
anno <1930>   pagina <251>
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XVli Conffwwa Sociale di Napoli zsi
suo solito zelo e ripetuto li discorsi, a te fattìzio con piacere e sieu-reza, qui ti assicuro che, avendo avanti al ocliie li tuoi sagri doveri, verso il tuo Re e Padre, fai tutto tutto quello Che credi portare al bene, che il Re ed io ci contentiamo di tutto qnello' che fa il vero van­taggio dei nostri amati sudditi. Sia anche il Parlamento, Costituzio­ne, dritti nostri diminniti, punliè porti al vero reale bene dei nostri amati sudditi, e non allumi, nella fermentazioni nella quale la Si­cilia sì a?ova l'infelice fuoco della rivoluzione; tali sono li senti­menti del Re, tuo padre, e miei, come tuoi, non avendo mai avuto in mira che il ben essere, felicità dei ipopoli a noi coni!lati (18).
E* questa una dichiarazione desiderata, se non imposta, dal tiglio, per accreditare presso Beati nck il Principe di Moliterno, al quale poi, lo stesso giorno, egli subito scrive : Vengo di ricevere in questo punto la lettera della Regina, min cara madre, di cui mi af­fretto a rimetfervene copia, vedrete dalla medesima le sue rètte inten­zioni, indirizzate unicamente al vero bene dello Stato e dei sudditi nostri, quantunque ancora ha timore delle conseguenze; ma, vedendo la sua decisa volontà, questa mi anima con coraggio inaggioi*e ad an­dare avanti, in tutto diretto al vero bene del sollievo di questa Nazio­ne e di basarla sopra solide basi d'una buona Costituzione, che renda felice questo amato Paese e consolidi sempre più l'amore dèi sudditi versò il Trono sempre con il concorso del nostro potente e leale alleato la Gran Brettagna... e vi abilito a mostrare questa lettera, quando lo crediate, a Lord IBentinck: (i9>:
Ma quando la Regina, il di seguente, dopo una notte insonne, di agitazione e di ansia, raccoglie 1 sentimenti élie dai. Jondo del­l'anima affiorano alla sua coscienza, ella* svelando: tutta la sua am­bascia,: aerile al figlio:
Caro Francesco, ho ricevuto nello svegliarmi la tua cara let­tera, non so negarti che quella che ti ho scritto e che ti prego a ri­mandarmi originalmente per io stesso copiarla e rilegerla non so negare che mi Ita- infinitamente costata e che ancora ne sono infe­lice, non. vedendo il futuro come 0 prevedi, ma, doppo la tua estesa lettera, doppo tutto quello che Moliterno mi óeene li avev, detto, promesso Bentinck, del piacere che -tu toemmtmutiOj èaMo -raìè ohe ne mmi concepito,?.feci quest'ultimosagrinolo per amore della mia famiglia, di fare tacere le mie proprie opinione e glorie
(18; tvi. f, m (19) JivK f. im