Rassegna storica del Risorgimento
EMIGRAZIONE POLITICA ; TORINO
anno
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1930
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pagina
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263
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XVM Congresso Sociale di Napoli 263
Questi discorsi dello Zappetta sebbene sfoghi passionali, rivelano la piena- con versione di lui aliai eausa monarchica: ciò che mandava in visibilio: il Camerotti che, riferendone 1 Ministro,: faceva dello Zappetta questo elogio, nel suo ie pOi>0SO e prolisso :
Pt vcolpii irreiejbijj nomo di alto ingegno;, indtirato alla fatica, nemico a tutte le utopie, egli imo dei moiri isfa ?ap-r-jjgmssesSsxms la civetta italiana rifugiata, nel 3?IèMke,, è tino di quei molti.clic rendono in (presto XJÌI-KMIO: piMtSc* il secolo di Vittorio amato ,e ricevute, fi: sseciOlto; dì Augusto e che deve faa* epoca pei tempi awe- nìre .
Sappiamo elia lo Zuppetta7II-Mèi alili dogo, fu é.òil LjQeeilia col liei Re, uno dei fondatori del giornale torinese, l'1'Mìiipendmte, avente per motto. Fuori lo straniero, Italia lina'ed indipendente con Casa Savoia 'i
Liborio Bomauio,: secondo le carte OanfaÉ? condannato come compromesso politico ti Ila galera dalla Corte speciale di Trani alte bandonò nel gennaio ?49 il suolo natio riparando a Koma dove si fermò -sino al dicembre: poi si eeò a Marsiglia ove tenne in società con altri emigrati napoletani, il TripOti, il Cozzoli ed il Delfico:, una fabbrica di mobili di lusso. Tutti e quattro furono stira Itati nel settembre 1852 perchè appartenenti a Società massoniche e su istanze fatte dal governo di Napoli presso quello francese sotto il pretesto che tramassero un coniwra contro; i Borboni a fasore del Murat. Sembra però, a sentire il console sardo di Marsiglia, che fossero tra loro compaesani, molto ciarlieri e facendo ogni sera crocchio nel ca;ffiè del Lussemburgo, sparlassero continuamente del loro, Re onde lamenti del console napoletano di Marsiglia e loro sfratto. Inviati in Inghilterra, riuscirono iiwece- con passaporti falsi a penetrare negli Stati sardi, a Nizza. Qui Liborio Romano rimase un anno taeendo per vivere il compositore tipografe : verso la fine del *63 si recò a Torino, vivendo labori osa mente e senza dar luogo a lagnanze. Nel '55, munito di un passaporto per la Francia, si fermò qualche mese a Nizza donde fu cacciato per avere istituito con. altri una scuola serale clandestina tendente al protestantesimo. Tornato a Torino, fu direttore di una libreria evangelica a 100 lire mensili: tenuto d'occhi per gite frequenti'a Genova in convegno con noti mazziniani, subì nel febbraio del '58 iperqnisiziotìl, arresto e prigionia die jiurò pochi giorni.
Potrei continuarehe a lungo ma chiudo per brevità, con una f.ousiderazione sola.