Rassegna storica del Risorgimento

POERIO ALESSANDRO ; PARIGI ; RANIERI ANTONIO
anno <1930>   pagina <271>
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XVJI Congresso Siooiah di Napoli *V
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Già piuma dell'ottobre 1831, cioè ancorai prima del soggiorno romano con Giacomo Leopardi (ottobre 1831-niarzo '02), il Ranieri era desiderato in Napoli dalla sua famiglia e infatti a questo il Poerio si riferisce nella lettera, già citata, del 22 maggio.
Torno a te, mio caro Ranieri. Intendo, coinè la prospettiva di ridarti in Napoli non ti arriaa punto e come le istanze di tuo padre, e degli amici (1 quali sono tanto diversi dal tuo modo di sentire) ti amareggino l'animo, e non ti lascino un'ora di pace. In quanto a ciò non ardisco darti consiglio, poiché qualunque partito tu prenda gli svantaggi, ed i dolori sono numerosi ed inevitabili. Sicché mi astengo dal dirti altro sol pregandoti di credere, che niuno meglio di me ti compiange, poiché nessuno l'intende meglio di me.
Poiché il governo napoletano aveva concesso agli esuli la grazia del ritorno, la famiglia ancor più insistette per il ritorno di Antonio, Che si trovava presso il Leopardi in Roma e voleva di nuovo ritornare in Firenze. A Roma, Poerio gli inviò le seguenti due lettere, che inte­gralmente pubblichiamo.
Parigi, 14 settembre 1831.
Carissimo Ranieri. Non prima di ieri l'altro ebbi alle mani la desiderata tragedia del NIccoHni, e in fronte di essa poche tue righe, con le quali ti lamenti del mio lungo silenzio, e- veramente non senza ragione, perciocché l'ansietà delle cose pubbliche, ed 11 dolore di vederle riuscire In tanta nullità mi avevano trattenuto gran tempo dal prendere la penna, e mi taceva ap­punto perchè gli animi nostri consentono nella medesima indignazione. Ma, posato un poco quel mio primo fastìdio, risposi lungamente alla tua lettera recatami dal Targionl e consegnai il foglio a' fratelli Castelnuovo. Veggo ora. che li di 20 dello scorso agosto, da in dell'invio da te fattomi del Cftoyvnwt da fronda, essi Castelnuovo non erano ancora tornati in Firenze, ma indi a pochi giorni hanno dovuto certamente arrivare, e le tue querele giustissime saranno state (io spero) disarmate di alquanto dalla lettura delle mie cinque pagine. Avrai trovato dentjro la mia lettera un'altra diretta alla Slg;* e tengo per certo, cheti sii tosto 'adoperato a darle recapito In quel modo, che io t'indicava.