Rassegna storica del Risorgimento
POERIO ALESSANDRO ; PARIGI ; RANIERI ANTONIO
anno
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1930
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pagina
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272
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*7* XVII 'Congrcmo Somale di Nàpoli
Ho letto il f'taehla coti quell'ammirazione, che come Italiano professo al Niccollni. e con ..quell'amori? che come suo dimestico ed affezionato gD. porto e porterò Bemnre : e non fe tatù per me senza un certo sdegnoso diletto il rileggere in Parigi quelle robuste verità distribuite con severa giustizia agl'Ita? ttanJ ed a' Francesi.
Rilevo dal tuo fogli, che in breve sarai pur costretto a partire da Firenze, ma non mi dici dove sarà rivolto 11 tuo viaggio. Dalla mestìzia, che respirano le tue parole prendo argomento di credere, che tu sii per rlpatrlare, poiché tale la nostra durissima condizione, che piti di ogni esilio ci deve pesare l'aspetto della terra, dove nascemmo. Desidero di essere appieno informato do' disegni, che ti vanno per la mente, o per dir meglio, della necessita che ti spinge : ma sopra tutto mi compiaccio nel pensare che il mio amico avrà fortezza d'animo da sopportare virilmente qualunque fortuna. Non mi dilungo, perchè so, elio In. giornata partirà da Parigi la Lenzoni (12}, alla cui gentilezza raccomando questa lettera. Riabbraccio il -Leopardi con quella tenerezza, ch'egli da gran tempo conosce essere naturale al mio animo verso quelle sue tante qualità d'ingegno e di cuore. Tostochè riceverò risposta alla mia lettera mandata per mezzo de' Oastelnuovo ti scriverò lasciando correre la penna a seconda del desiderio. Mio padre ti saluta : io ti abbraccio caramente. Credimi, ecc. ecc.
Parigi, 2? ott. 1831J U3).
Caro Ranieri. Ebbi due settimane fa la tua lettera de' 6 settembre, alla n.uale rispondo con maggior ritardo, che non si conviene al vivo desiderio, che ho di alimentare di continuo la nostra corrispondenza epistolare: pertanto nn diluvio di noje mi ha tenuta: cosi svogliato di animose così povero dì tempo, che prima di oggi non ho trovato modo di scriverti. Ma la vera cagione del mio silenzio è la buona intenzione, che lo aveva di mandarti rartìcoletto intórno alle tragedie del nostro amico Inserito in qualche giornale. Il furore politico, che qui tiene indemoniati quanti sanno scrivere e leggere, e financo molti degli analfabeti, oppone invisibili ostacoli alla inserzione di qualunque cosa, la quale per jjóco si discosti dal favorito argomento: e gli ostacoli crescono a dismisura* quando:, si! totta-di ;esse forestiere; JSò p<>e o niente posso eo' giornalistì; detti l'aàrtìeolo jicl un mìo amicò zelantissimo dell'Italia come Italiano a proscritto. Jflgji da molti anni risiede tn Lutezia e: conosce le- vi'e: tutte* ed I viottoli, eoe dee pejKìorreKa elfà s'impaccia co' Lutezj : ma finora non gli 6 venuto Catto di trovare un cantuccio di gazzetta per quelle poche
(12) :Oarlotii;à Jjóttàsoni. (IX) TI tataro tfosf.a.te.