Rassegna storica del Risorgimento

1815 ; TOLENTINO ; RIMINI (PROCLAMA DI) ; GIOACCHINO MURAT RE D
anno <1930>   pagina <295>
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Macerata saputo non piti libar-, fi passaggi*!! eli Piediripa, incalzate dalla ca­vallerìe, molestate dalle scariche dei cacciatori tedeschi, senza capo, senza ordini opportuni, apandonsi per la campagna; nella fuga solo scampo alla morte, dell'esporsi a nuovo combattimento era nulla.
imperiali perseguite quasi tré miglia le fuggenti milizie di Macerata fatto preda di furgoni, bagagli, di vetture paaJB del Ee parte dei generali, sorprese munizioni ed artiglierie tornano trionfanti nella citta* Non guari dopo giunse il comandante in capo Barone Bianchi. Le usate acclamazioni non mancano al trionfale loro ritorno e liberatore del popolo pubblicamente viene dagli Italiani appellato colui che l'ultima speranza della libertà Italiana aveva distrutto.
Le truppe reali eransi in mille parti disperse : pure se il tradimento non avesse tuttora seguito ad operare quasi palesemente, ai più non sarebbe ve­nuto manco il coraggio e- BipiiM tutti avrebber certo potuto sotto le bandiere del Re.
Il Colletta nella storia del: weato. di Napoli labro vM3, pag. 279 chiu­deva il paragrafo' SCSI con queste memorande parole ;] te In vero del nostro esorbitò era perduto bordine, l'animo, le speranze, e fra tanti esempi di ribal­deria infinita, si cedevano rotti gli ultimi freni dell'obbedienza. Ma (dicasi la verità tutta intera) la corruzione scendeva dai e'api sugli infimi .
Come che dunque la strada che traversava il Dipartimento del trono alla volta della marina fosse la più acconcia per riordinarsi col Re, pure a cia­scuno piacque- xicovrarsi aMe case native. Non tutti però postergarono alla sicurezza l'onore: alcuni corpi, anziché defezionare tentarono questo ricon­giungimento, per: poi eoi minor danno seguire la ritirata nel Regno.
In questo mezzo i3 Bianchi trattenutosi fino di.' li, in Macerata, dati ordi­namenti politici acconci all'uopo parti per iPOMgno. A Valcimarra Incontra-vasi col Bernetti prelato fèrmaoaOi che in nome M: Sfegato :Eoifèfe}o: veniva a impossessarsi deUa Marefasy, decantatosi con UMi quel Monsignore dimandava -del come ciò potevasi ottenere; nò lo sconsigliava per allora il Bianchi: essere accesa la guerra, tuttavia:? nulla sapersi dal superiore Governo Austriaco dopo H Congresso di nenna-doversi parlare di tal faccenda: sarebbe meglio che In Roma stessa aspettasse tali risoluzioni. Non piacquero al Prelato queste parole e prosegui il viaggio jsìfrii Tolentino. Entrava appunto in Macerata prò* vendente da Cingoli il Conte di ìjelpperg coti diecimila uomini. Molti corpi di cavalieri e dì parati oòn alla testa il Conte di Moor prendevano la via di iTermo, quindi; avlavansi al Tronto afiin dì penetrare = nel cuore del Regno. Per Par-anno. Mandola, Arcuata, marciava sàiffe distaccamento, ,n coauando dello Eckhart, mentre il Btachi per M; Bti'te di Rieti piombando siili'Aquila in­vaderebbe anche da quella banda il reame, L'ultima rovina de* Napoletani,