Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; AUSTRIA ; DIPLOMAZIA ; FRANCIA
anno
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1930
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pagina
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302
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3.02 XT77 Congresso ìSoeialv di Napoli
Cederlo al municipio con atto legala di consegna* be l'iscìissow ot voleva per indicare il concetto della società, che l'inaugurazione non sarebbe costata un centesimo, e che se dovunque s'innalza una pietra si fa una festa, perchè un monumento come quello doveva innalzarsi alla sordina? Mi rispose: che il municipio e di fatto e di dritto è-padrone del monumento, né ci bisogna altro: che egli non vuole iscrizione, perchè chi farebbe un'iscrizione a Dante? Né il Giordani, né il Leopardi, e neppure io potrei fare un'iscrizione: che il municipio farà l'inaugurazione quando lo crederà, e allora la Società potrà brillare coi suoi discorsi accademici.
A questa risposta io non replicai, e dissi fra me : Gli uomini di partito come sono scortesi e pettegoli ! Qui non si tratta di dritto di proprietà, ma di un dovere di cortesia. La Società Dantesca, se avelie non avesse speso una lira, ha la proprietà del suo concetto. E come il signor de Monte, che vuol fare da padrone, non ha dato un centesimo per questo monumento, così non ne ha capito il concetto. Eppure noi lo dicemmo chiaramente fin da prima nel nostro programma* Quella statua non è Dante, ma- qualcosa più di Dante, è l'Italia: VItalia mascolina raffigurata m Dante Alighieri. Fare un monumento a Dante poeta sarebbe stato un concetto di scolare, ma alVl-talia virile ghibellina artistica è un concetto alto che bisogna spiegarlo in un'iscrizione di poche parole, acciocché anche gli uomini come de Monte possano intenderlo. Questo monumento aW Italia si compie quando si compie l'unità politica d'Italia, quando il glorioso nostro Re Vittorio Emanuele entra in Roma, e spontaneamente ripete le parole di Romolo a Giove Statore, e dice quelle solenni parole che sono la voce della coscienza di tutto i 1 popolo italiano : Ora ohe abbiamo Roma, la ma/nterremo. Ebbene il sindaco delia città di Napoli dove è sorto il monumento non sente la grandezza di quell'occasione, non dice una parola- almeno egli, per annunziare agli altri Italiani e a tutto il mondo il gran concetto che i Napoletani vollero esprimere in quelle pietre. Se non lo ha fatto egli, né si è fatto a tempo, lo farà la stampa, non importa se è tardi. Sollevandoci adunque su le basse miserie di tutti i partiti, noi possiamo dire al mondo che questo monumento onora tutta la città di Napoli, perchè il concetto di un'I-taUa virile rappresentata nella figura dì Dosate è vero e. ttuovfi e grande; e perchè come opera, d'arte è condotta assai bène. Ohe fa quella figura? Parla. - E che dice? - - quello che sta scritto nel libro che ella tiene con la mano destra e in cui sta tutto il suo pensiero. L'artista immaginava che dicesse proprio quelle parole: