Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1931
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2
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Pietra Ipmmtofd
Stato della Chiesa. Por cui il .Mazzini nutrì grande affetto per questa- generosa regione e su la popolazione di essa fece di quando in quando assegnamento. Olii 11011 ricorda ìa fiera protesta da lui scritta a prò della Romagna, dopo die questa, in seguito ali'insurrezione del 1831, vrnue fatta occupare auspice Gregorio XVI di poco felice memoria dagli Austriaci che si valsero d'ogni mezzo per soffocarvi ogni aspirazione alla libertà? 1 mòniti che diede in quell'occasione ad romagnoli fanno ancora vibrare i cuori d'esaltazione e di ponderazione. Li esortala a vegliare e a ritemprare il vincolo della concordia nel comune servaggio, a non lasciarsi sedurre a divisioni fatali da vanità meschine e da rancori di municipio, a stringersi nella comunione della sventura, a santificarsi nel pensiero della vendetta della Patria, a non fidarsi dello straniero che reca speranze: vane e gravi pericoli. Curvate la testa, esclama, poiché i fati lo vogliono, otto il giogo abbonito j ma frementi, vivi nell'odio e col sospiro a quel giorno, che darà moto in Italia al grido d'Unione, d'In dipendenza e di Libertà 5} 2*
D'allora in poi in Romagna i cospiratori e i combattenti pei* la buona causa Uscirono per lo più dal Mazzinianesimo, come più, tardi anche dal Haribaldinismo, essendo queste le lue correnti che più si confetterò ali-Indole calle tradizioni del suo popolo.
A tutto rigore il grande Pensatore incominciò maggiormente a interessarsi della Romagna, xjrocurandovi in essa dei proseliti, dopo che nj'anno fatidico di Roma repubblicana ebbe a conoscer più da vicino l'indole le tendenze e i costumi pulitasi di molti romagnoli sia nel campo del pensiero ia in quello dell'azione, -e specie dopo che ebbe modo di apprezzare esemplari doti ili animo e di more del suo migliore e più fedele amico Aurelio: Salti. Il .Mazzini, apostolo dell'Unità Italiana, ebbe in questo il più autorevole interprete della sua dottrina, onde Tintimitj col Salii non gli fece mai dimenticarecome questo suo compagno di fede potasse essere cogli scrìtti e con l'esempio il miglior cooperatole'della buona causa iréli Boinagne
Oltre l" a ver avuto tra i primi delia QtO'èanc Italia romagnoli non pochi, il Maestro ebbe a dividere con alcuni di essi l'esilio, ammirandone per tempo la franchezza e l'audacia. ICsulc a Londra nel 1850 gettava col Saffi e con alshi romagnoli le busi della Bometà (fagìlì
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