Rassegna storica del Risorgimento

PADOVA ; MUSEI
anno <1915>   pagina <629>
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Ma assai maggiore importanza hanno le lettere del grande scrittore alla moglie, tutte belle, semplici, affettuose, argute, piacevoli. Alcune ci accompagnano al Manzoni, nel suo viaggio a Cornegliano per le nozze ài Sina, sua nipote e figlia dell*Azeglio, e poi in Toscana dal Giorgi ni ; oltre invece ci porgono aneddoti e notizie intorno alla dimora che il Manzoni fece a Cossolnovo, ospite dei marcitesi Giuseppe e Costanza Af conati : tutte ri­velano, o meglio confermano la grande bontà dello scrittore e la sua costante preoccupazione per la salute della sua Teresa.
Scorsi o nulli sono gli accenni agli avvenimenti politici pur così importanti, che si svolsero nel periodo attraverso il quale il carteggio si stende. Si ha invece di donno Teresa, due giorni dopo la cacciata degli Austriaci da Milano, una lettera ad Antonio Patrìzio, procuratore di casa Stampa, cosi piena di ansie e di esultanza insieme, cosi vibrante nel-V impeto rotto e scomposto della forma, che, leggendola, por proprio di rivivere quei momenti. Altre lettere posteriori, sempre di donna Teresa, sono piene di preoccupazioni economiche, derivate in gran porte dallo ri­voluzione e dalla guerra e poi dalla tassa cosidetta di emigrazione, che, nella misura di 20 mila lire, era stata imposta anche al Manzoni, riti­ratosi colla moglie nel magnifico rifugio di Lesa.
Molto pia copiose sono le lettere dei parenti, degli amici, dei cor­rispondenti, degli ammiratori. Attilio De Marchi, costretto a spigolare per il freno impostogli dalle proporzioni della pubblicazione, riproduce alcune di quelle che a lui parvero avere una maggiore significazione. Meritano, fra queste poche di essere ricordate una bella lettera di G. B. Nicco-lini che dimostra quanta stima i contemporanei avessero del grande scrittore lombardo, la lettera del barone Sigismondo Trechi, la quale viene a mutare in certezza un'opinione corrente, che cioè egli fece una morte cristiana, e, ultima, la lettera che il Tommaseo scrisse: a donna Teresa, perchè persuadesse il Manzoni a far sentire la sua voce auto­revole per risolvere nel modo migliore la questione del poter temporale (23 giugno 1869).
"EMILIO MICHKL.
* * I * f ;
RINALDO CÀDDJCO, limi di guerra e canti patriottici del popolo italiano. - Milano, Cosa Editrice Risorgi mento, 1915, pp. 128.
Questo nuova raccolta di inni e di canti patriottici, che è stato ideata e composta in un periodo di tanta concitazione degli animi e in at­tesa degli eventi ohe si maturavano anche pel nostro paese, si distìngue,