Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <8>
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Pietro FraimioM
maggiore PorcelJa, congedò gii amici e se m Hi ornò a Caprera. in­tanto Mazzini nell'estate del 1864 s'era recato a Lugano pei* avvici­narsi al campo dell'azione; e dopo un suo abboccamento coi capi del movimento insurrezionale fu deciso clie nel settembre si sarebbe do­vuto entrare in campagna- Ma essendo tato scoperto tatto dall'Au­stria, fu deliberato il rinvio dell'insurrezione alla primavera del­l'anno seguente (11).
Avvenuta frattanto la Convenzione del settembre 186, cc-n la quale pel momento si rinunciava alla capitale Boma, il Mazzini ten­to di repubblicanizzare il Piemonte, dove alcuni deputati si mostra­rono malcontenti del trasporto della capitate da Tonno a Firenze. Ma i Boggi, i Villa, ì Parenzo, i Barbiano sebbene amici e ammiratori del grande Apostolo rimasero monarchici e promisero al medesimo una cooperazione pel movimento del Veneto la senso nazionale. Il Mazzini accettò sulla base di detto movimento, rinviando l'inizio dell'agitazione alla distanza di qualche mese. Ecco come si spiega la circolare manoscritta inviata dai Mazziniani di Faenza (dove esi­steva il migliore o maggior nucleo d'azione romagnola) e per essi da Tancredi Liverani e da Federico Pompignoli ai fratelli di Eomagna (in data 25 maggio 1865) a fine di trovarsi insieme per recenti istru­zioni ricevute da Londra, su cui occorreva sollecitamente deliberare, in un luogo a tutti non troppo incomodo (12j.
(11) Sff. FEDERIGO DOSATO - Vito ti4 Giuseppe Mazzini * ;(3apa[flXVl -Firenze 1903, Successori Le Monnler.
(12) 9f appendice km> il* , - Tancredi Liverani, Aglio di Romolo, Faen­tino e come iì padre pittore e scenografo di qualche rinomanza, nacque nel 1837 in Londra, dove, per ragioni politiche 1 suoi genitori avevano dovuto emigrare e mori pure, ili detta, tìjjtà nel 1803. Fu caldo patriota e eeguace fedele delle idee mazziniane Sotto: ila sua guida una Colonna d'insorti faen­tini il 12 giugno ISSO assali e disarmò il corpo di guardia posto in piazza sotto la torre del pubblico orologio, dove issò per primo la bandiera tricolore; indi Egli alla testa dei. dimostranti Seca assfficé la caserma di San Francesco, donde uscirono 1 pontifici che finirono coli'arrendersi, avvenendo in tal modo l'Inizio dell'unione di Faenza a Bologna e alle altre città romagnole per la conseguente annessione ai Regno d'Italia. Il Liverani fu poscia ufficiale gari­baldino nella guerra del 1866 e Capitano a Mentana, dimostrandosi sempre intrepido e valoroso combattente per la buona causa. SI conservano di lui e del padre pregevoli lavori nella Pinacoteca di Faenza. (V. FEDEKICO ARGNANI - La Pinacoteca Gomwnula di Faenza desoiiUa ed Mustratoi - Faenza, Conti 1801, pag. 83v V, AwffWiò MESSERI .jjttau.B:!ffiM - ftw mììtk M'Opta, e nell'Arte - Faenza, Dal Pozzo 1000 pagg. 861 e 461).
Federico Pompignoli, integerrimo patriota faentino, ebbe a scontare più. volte Ibi 'carcere la colpa dì amare la patria e la libertà. Democratico sMcero seppe vivere la sua vita sempre ispirata al dovere e al' bene: d'Italia. Asser-