Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <9>
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ìllazzinianesimo in Romagna o
K questo luogo era stato fissato al l'asino di Binaldo Conti in Parrocchia Basiago vicino alla Casina Coni une di Faenza per il giorno 31 maggio, Sion sappiamo se i cospiratoli romagnoli ivi si adunassero e quali disposizioni prendessero. Certo dovettero tenersi alle istruzioni di Londra. Si sa di sicuro che l'accordo Xi*a i monar­chici piemontesi; il Mazzini fu impossibile, tanto più.Ch- anche nel partito democratico esistevano scissioni, e H Garibaldi, dopo la Con­venzione del settembre, si era piuttosto raJSreddato<col .Maestro. Ven­ne la guerra del '66, vennero la (lupi ire onta di Custoza e di Lussa, e l'intromissione di Napoleone per lo scioglimento poco dignitoso della questione veneta. Giuseppe Mazzini che senza voler beneficiare del­l'amnistìa concessa da Vittorio Emanuele per i reati politici pur si tajftgjg di quando in quando clandestinamente in Ita-ìia, più ardi* tamente che mai risollevò la bandiera repubbiican.-e dopo un po' di agitazione e di organizzazione tra le lile dei compagna di fede e di lavoro, riuscivaicoji un addente proclama, del settembre 06, a fon­dare in Milano L'Alleanza Repubblicana Universale con l'appoggio di alcuni repubblicani di Europa e d'America. In tale occasione fece appello alle Società Democratiche e di progresso, agli uomini del la­voro, che ebbero a tingere del loro sangue le rupi dell'abbandonato Trentino, ai giovani puri d'ogni patto intenti solo all'avvenire della patria connine, ai pensatori che nello studio della grande tradizione italiana nanno imparato In vìa della gÉndezzja fwtutfài ! tutti quanti non hanno venduta l'anima, a stringersi in un'immensa con­cordia di opere attive e di sacrifizi intorno alla sua bandiera (1
Ben presto si moltiplicarono gli affigliati alia nuova cospirazio-
tstìy della fede mazziniana fu in continui rapporti col Maestro, che ebbe a varerai dell'opera sua in ogni movimento e manifestazione di partito nella regione romagnola. La sua morte, wienuta il 20 giugno 1871, fin considerala, come un avvenimento funesto al partito (repubblicano di Romagna e una di­sgrazia per Faenza che perdeva in lui un amico sincero del popolo. Tutta la democrazia Emiliano-Romagnola convenne itti suoi funerali elie riuscirono imponente sul suo dtejretro. si. tennero molti discorsi (die poi vennero stam-jpatt In opuscolo); miserabile quello del venerando Aurelio Saffi, che da par suo seppe mettere In mostra le Ingolarl virtù dell'Estinto. Non manco di scrivere Mazzini al Stette Ltiigl Malu-ceiii, eafò allora del partito a Faenza, un'Interessante lettera (che venne poi Inclusa nell'opuscolo) saggiamente am­monitrice ai repuhbliraui del tu-tu pò nffineuè onorando l'interessato defunto-,.. * die come cittadino InimedesW fe via con la imndlera ne seguissero a * vere le tracce l.fr gg VOpiiseolO;: ><L4Étó W). ili M Jv<yl<mm P<w pignoli ad Poema-,>'* faenza, Marabini. isti).
(13) Burliti edili .. ftittiim m WùàsÉlni - W-. Daellìana di Milano Voi. XIV. pigg-, 220-241,.