Rassegna storica del Risorgimento

1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno <1931>   pagina <12>
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Pietro Franciosi
cMesta pervenutagli dai proseliti romagnoli. Il .Saffi si limitava ad esortare il Cortesi di far capo a Faenza, die per quanto pare e la città di Romagna, dove esiste accordo ecj operosità tra i buoni, ri­volgendosi specialmente a Tancredi Liveat è a Fedètèieo Poinpi-gnoli >. ÉHotj notare die aneue dai rapporti ttella polizia, Faemaa-fin dagli anni precedenti comparava come un centro di mazziniane-simo diretto da un comitato faentino residente a Genova, e che da indi in poi fu semjire ritenuta- una delle prime'SEÉj[> seguire il mo­vimento repubblicano, come punto centrale M comunteaioui da Bologna fino al Metauro, facendo capo al comitato faentino i comi­tati degli altri paesi elle spesse volte solevano tenere la co!rtàsj>pì denza in cifre p);<
Molto più comprensiva significativa fu la lettera del Mazzini racchiudente istruzioni e norme pefc' la diffusione dei boni dell'AZ-Leainfflf:t H cui ricavato doveva essere versato a Brusco Onnis diretto­re deir Unità Italiana.*, del quale amico si valeva anche per la corrispondenza sotto coperta. Al Maestro premeva di fare ogni gior­no nuovi" proseliti col consigliale ì compagni romagnoli a giovarsi di ogni occasione a une di procurarsi nuove corrispondenze. Nuclei dell' Alleanza già esistevano iu più luoghi della Romagna. Egli esortò il Cortesi a mettersi in relazione col direttorio di- qualcuno di essi,, specie con Federico Pomipignoli e gli amici di Faenza. In pari tempo trovò modo di spiegargli che costerà (ueVAlleanza RepubbUcafna: (runa formula generale d'organizzazione gettùS Partito per uni­ficarlo e per infondere nel popolo coscienza di forza e fiducia) e come un nucleo di essa potesse benissimo fondarsi in Cesenatico e dintorni. Detta associazione aveva l'ufficio di fare continuo aposto­lato repubbUcanOjj vietando ai propri iscritti di accettare da filtri altre proposte di lavoro o di partecipare ad altre imprese. Bisogna che i giovani si abituino aiféi'éare la potenza di un nome e di una bandierai cerchino di amarsi e diano continuo ragguaglio del loro numero e dei loro mezzi materiali iu caso di mobilitazione. Diffonda­no tra gli emigrati romani la fède del1'4ZfówM e l'idea che la ban­diera repubblicana debba spiegarsi in Roma (20). Ecco l'obbiettivo principale che stava continuamente in cima ai pensieri del Mazzini e nei suoi programmi. Obbiettivo vieppiù vagheggiato dopo che i
(10) V. (iGAtA-N-fliNa AJJWBOU. txpsitìryzimitl dì, JRomauna a Bologna, nello memorie di Faderko éùwàwèèà * m0i È e -257 Wòloftao, Ziuòichelll 1800. (20) TM?eftc!iee X)eté. 2jfc 'ft e Ò