Rassegna storica del Risorgimento
1867 ; ROMAGNA ; MAZZINI GIUSEPPE
anno
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1931
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pagina
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13
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Francesi si erano ritirati, alla fine del precedente anno da Roma. Uoa era più solo l'ideale astratto di una repubblica che lo assillava, ma era il ricordo di quella repubblica italiana (del 1M) con Roma capitale che lo tentava nutrendo speranza; di far nascere un'insurrezione in Berna stessa e di compiere colà una invasione di volontari da ogni parte della Penisola. Questo pensiero più che mai in lui si afforzò per tutto Tanno 1867, nonostante ormai la penisola fosse unita sotto Casa Savoia. Fissazione od utopia''... Tentò di venire a fccattJative con Garibaldi; il quale, come vedremo, non si mostrò disposto a secondarlo, n Generale ambiva di far da sé coll'azione diretta, senza andare per le lunghe, per giungere a Roma. Invece E Mazzini disapprovava qualunque moto parziale senza unità di programma, politico, prevedendo che ogni tentativo sarebbe stato impedito dal Governo di Vittorio Emanuele. legato: fò Napoleone dalla Convenzione del settembre. Qnesti documenti romagnoli contribuiscono a confermarci due storiche verità: la prima che il movimento del 1867 fu dovuto a Giuseppe Garibaldi e , Giuseppe Mazzini nonostante il loro apparente contrasto, essendo toccato principalmente al secondo il travaglio doloroso della preparazione nell'ombra e nella cospirazione, laddove il profilo dell'Eroe rifulse alla luce di sola gloria dell'azione risolutiva: la seconda che il Mazzini sebbene rimanesse sempre repubblicano anche a- Regno d'Italia costituito, formando con ciò la grandezza del suo carattere, alla occasione seppe subordinare al bene supremo della Patria ogni predilizione propria. Di fronte alla insufticiente educazione politica del paese, non isdegnò, quando occorse, di collaborare con altri per l'edificazione dell'Unitàri sebbene impeniteute idealista, non poche volte fu pronto a riconoscere l'indeclinabile realtà.
Oltre il diffondersi dei Comitati (aV Alleanza Repubblicana in ogni terra d'Italia sulle norme divisate dal Maestro, da qualche tempo si era costituito occultamente tra le fitte dei proscritti romani che seguivano le idee mazziniane, sotto il titolo di Comitato d'Azione, un centro di lavoro intento a scuòtere gli animi dalle influenze addor-mentatrici della Consorteria moderata e a preparare un moto interno nella Capitale e nelle Provincie pontificie. 11 Gomitato dr Azione formò un centro d'insurrezione in Roma e un centro d'emigrazione a Bologna con centri minori altrove; e mentine dichiarava Garibaldi Generale romano. eMedeva al Governo di Vittorio Emanuele che, senza ledere i propri impegni, rimanesse spettatore neutrale, e al partito moderato che non rinnegasse il voto famoso del Parlamento